Sicurezza
Prato gioca la carta dei biscotti
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Il presidente Gestri premia Umberto Mannucci Tutti d'accordo: strumento importante di promozione
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PRATO. Provincia, Consorzio pasticceri, Consorzio per la valorizzazione dei biscotti, Camera di commercio: tutti convinti che il biscotto di Prato può diventare una risorsa, anche se di nicchia, per l'economia locale. Lo hanno ripetuto giovedì sera a Palazzo Buonamici, con il presidente della Provincia Lamberto Gestri, il presidente di Confartigianto Imprese, Luca Giusti, il vicepresidente della Camera di commercio, Giovanni Nenciarini, e uno stuolo di addetti ai lavori: da Massimo Peruzzi, presidente del Consorzio pasticceri, a Francesco Pandolfini, presidente del Consorzio per la valorizzazione del biscotto, da Franco Ferrantini, presidente onorario Consorzio pasticceri, a Fabrizio Bertini del Forno Steno, fino a Paolo Sacchetti, vicepresidente dell'Accademia Maestri pasticceri italiani. E il biscotto può essere protagonista di un vero e proprio progetto di marketing - per dirla con Daniela Toccafondi di Pratofutura - che, in rete con le altre eccellenze veicola un'immagine positiva di Prato nel mondo. "Biscotti di Prato vs resto del mondo" era il titolo della serata nel Giardino Buonamici, promossa dalla Provincia insieme a Confartigianato. Ad animare la serata la giornalista Marzia Tempestini. E' stata una specie di festa anche perché si è voluto premiare, con il titolo di "cavaliere del biscotto di Prato", Umberto Mannucci, esperto della gastronomia locale, che ha lavorato lungamente alla riscoperta e alla valorizzazione della tradizione dolciaria pratese. Nel corso della serata è stata presentata la ricerca condotta da Erminio Monteleone e Caterina Dinnella, della facoltà di agraria dell'università di Firenze, che analizza gli alimenti di una "etichetta corta" di soli cinque ingredienti che rendono riconoscibile questo dolce di forma più o meno rettangolare prodotto con pasta farcita di mandorle in laboratori di antichissima tradizione sparsi un po' ovunque sul territorio. Dalla prima ricetta documentata - si trova in un manoscritto di Amadio Baldanzi vissuto nel Settecento e conservato nell'Archivio di Stato pratese - inizia la vicenda storica dei biscotti di mandorle, ma la loro origine è sicuramente più antica, mentre ora il suo futuro si proietta attraverso il riconoscimento del marchio Igp, e il lavoro del neonato Consorzio di valorizzazione di cui fanno parte: Biscottificio Antonio Mattei, Branchetti Biscotti, Forno Steno, Pasticceria Peruzzi, Pasticceria F.lli Ciolini, Biscottificio Bellini, Pasticeria Victory cafe srl, Pasticceria Roberto e Luca Signorini, Pasticceria Betti, Pasticceria Filippo e Giancarlo e Pasticceria Nuovo Mondo.
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