Il Tirreno

Prato

LETTERE E INTERVENTI

Maila Magnolfi

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LA PROTESTA Un'ora di fila per niente all'ufficio postale  Un'ora di attesa senza aver avuto la possibilità di pagare i bollettini postali. Nell'ufficio postale di via Bologna il servizio al pubblico è un optional. Una situazione di disorganizzazione al limite del paradosso quella vissuta mercoledì mattina in quell'ufficio dove, su quattro sportelli aperti, uno è stato riservato agli extracomunitari e la signora preposta è riuscita a servire un solo straniero in 45 minuti; altri due sportelli hanno funzionato a singhiozzo chiamando, tramite computer, quasi esclusivamente i clienti prenotati con la lettera E, ovvero quelli con un conto postale in quell'ufficio, e un quarto sportello, occupato dal direttore, che in un'ora ha servito tre clienti e usato 50 minuti per cercare di convincere una pensionata a passare a Poste Mobile come compagnia telefonica per il cellulare. Dopo un'ora di snervante attesa sarebbe anche arrivato il mio turno ma una delle signore ai due sportelli che viaggiavano a singhiozzo, nel frattempo si è allontanata, e l'altra rimasta, che avrebbe forse dovuto chiamare finalmente i clienti occasionali, ha detto che non poteva chiamare nessuno perchè il sistema si era bloccato. E' stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e che mi ha spinto ad andare via rinunciando ad attendere ancora con la vana speranza di riuscire a pagare i bollettini. Prima di uscire ho chiesto il nome al direttore che, nello sportello accanto, era sempre intento a cercare di convincere la pensionata a passare a Poste Mobile. La risposta? "Se vuole le dò anche il codice fiscale". Alla disorganizzazione e al mancato servizio si è aggiunta anche l'arroganza. Lettera firmata TESSILE E FUTURO Rossi e Gestri, avanti col centro di ricerca  Caro presidente della Regione, Rossi, e caro presidente della Provincia, Gestri, da semplice cittadino, che ha ancora la fortuna di essere occupato nel tessile vi rivolgo un ringraziamento per le iniziative che state portando avanti per la nostra "povera" Prato.  La creazione di un nuovo centro di ricerca per il tessile credo possa essere una delle poche iniziative che la città possa sfruttare per rimanere un punto di riferimento del settore. Abbiamo assistito infatti da anni al fiorire di iniziative imprenditoriali di singoli che con diverso spirito cercavano di combattere la battaglia dei prodotti di fascia bassa, chi facendo economie alle spalle di fornitori e lavorazioni, chi trasportando fotocopie di impianti pratesi in paesi emergenti. Tutte operazioni sbagliate e gli esempi sono sotto gli occhi di tutti. Le stesse aziende del nostro sindaco si sono scontrate con una realtà dove la logica del prodotto di primo prezzo portava ad una battaglia che vedeva spesso perdenti. A questo dobbiamo aggiungere anche delle capacità imprenditoriali limitate basate anche su una certa supponenza che vedeva nel vicino di portone un rivale e non un concorrente da cui trarre stimolo. Quante volte è stato fatto festa per un ordine perso dal rivale che magari finiva in luoghi lontani e quante volte si sono presi ordini sottocosto pur di far girare le proprie macchine a dispetto dei concorrenti pratesi?  Da questo secondo me nasce l'esigenza di cercare nuovi prodotti e nuove opportunità. Ci sono strade da esplorare come i tessuti tecnici, certe tipologie legate al modo del jersey, ma anche la rivalorizzazione del cardato di qualità. Le paure legate a un centro di ricerca comune cino-pratese sono superate e fuorvianti. Credo che nelle vostre visite in Cina abbiate potuto vedere stabilimenti che al loro interno hanno la capacità produttiva attuale del nostro distretto o poco ci manca. Da qui nasce la consapevolezza che la battaglia sui grandi numeri o anche sulla speranza di tornare a far crescere le quote attuali sia persa. La strada del centro di ricerca non ha alternative se non la fine per inedia del distretto. Spero che il vostro autorevole intervento riesca a fare cambiare qualche idea ai vertici di quello che è rimasto dell'economia pratese. Lo spero, per quelli come me che continuano ad amare il loro mestiere ma soprattutto per i tanti giovani che potrebbero tornare ad occupare, con ruoli più avanzati, i posti che genitori e nonni hanno dovuto lasciare. Luca Soldi A MONDANELLI Il caso di Leda Antonini non è stato risolto  L'associazione 25 Aprile-Prato sud, dopo aver interessato l'assessore Mondanelli con cui ha avuto un incontro, al fine di trovare una nuova abitazione alla signora Leda Antonini di 90 anni e avergli fatto presente che insieme alla situazione abitativa sussistono problemi di convivenza nello stabile (che l'hanno vista purtroppo essere oggetto di intimidazioni e aggressioni), ritiene che di fronte a un nuovo episodio di intimidazione avvenuto il 13 luglio (oltre al primo episodio del 26 aprile) entrambi verbalizzati alla Questura, non sia più rinviabile una soluzione anche perché è a rischio la incolumità di questa anziana signora.  Pur consapevoli che la soluzione abitativa è difficile, ne segnaliamo comunque per quanto esposto sopra,l'estrema urgenza per assumere un provvedimento risolutivo.  Il Tirreno del 26 maggio 2011 riportava un articolo nel quale l'assessore Mondanelli prometteva una sistemazione alternativa" una casetta sempre del Comune, forse più piccola, ma con un pezzetto di giardino", ebbene alla signora Leda basterebbe un po' di tranquillità per i suoi ultimi anni di vita. Armando Gattai presidente "25 Aprile" L'APPELLO Tagli mirati per combattere le troppe ingiustizie sociali  Sono una pittrice, non mi intendo di politica, ma sono molto attenta ai problemi sociali. Ho fatto varie "crociate", ma adesso vorrei farne una più importante. La quasi maggioranza degli italiani è immersa nella "limonata" poiché deve restringere tutto, mentre una minoranza è ben "galleggiante" in un nettare di Ambrosia. Vi sembra giusto che molti di noi e i nostri giovani non arriveranno ad avere una pensione sufficiente per sopravvivere? Che molti anziani arrivano con i centesimi contati al mese successivo della pensione? Che molti perdono la casa comprata con mutui strangolanti, sacrificandosi vivendo l'umiliazione di cercare banche o ancor peggio, strozzini per salvarla? Vedere persone che prima conoscevo come impiegati, lavoratori o imprenditori, ora a mangiare alla mensa dei poveri con la testa bassa e gli occhi pieni di lacrime.  Tutta questa rabbia era sopita in me, ma ora è scaturita leggendo il libro-denuncia "Sanguisughe" di Mario Giordano, che elenca e denuncia tutte le pensioni d'oro che ci prosciugano le tasche e privilegi speciali con elenco di nomi, cognomi e cifre al centesimo. Pensionati che prendono 90.000 euro al mese, onorevoli che, per aver lavorato un solo giorno in Parlamento, prendono una pensione a vita di circa 4.000 euro. Vitalizi, pensioni doppie, triple, quadruple, pensioni baby, pensioni truffa di politici, onorevoli, presidenti, falsi invalidi e mafiosi. Questo libro è stato dedicato a una anziana pensionata che si è vista, dopo tutte le trattenute, arrivare una pensione di 0,78 centesimi. Facciamone un "manifesto" per "andare in piazza" non con violenza, ma con la dignità di raccogliere firme perché venga fatta una legge-lampo per tagliare questi vergognosi privilegi.  E magari fosse possibile ridimensionare tutti i tetti massimi di ingaggio dei personaggi della tv, degli ospiti che interventono nei programmi, visto che spendono i soldi del nostro canone. Tutti si devono rendere conto che il Paese delle Meraviglie si sta sciogliendo come neve al sole ed è ora di ridimensionare tutto e tutti. A ciò non dovrebbero sottrarsi neppure attori e calciatori che vivono parallelamente in un altro mondo.  Forse è solo un'infantile utopia, ma vi prego di trasformarla in realtà. Si può fare.

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