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Gli storni, un flagello annunciato Danni per aziende agricole e cittadini
Federcaccia Prato
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C'è una grande preoccupazione per l'esponenziale aumento degli storni, al punto che le più importanti aziende produttrici di vini e olio dei nostri comuni si sono viste costrette ad anticipare i tempi, mettendo in guardia gli uffici della nostra Provincia con richieste e previsioni di danni. Si parla di centinaia di migliaia di euro solo su Prato, centinaia di ettari di vini pregiati e decine di migliaia di olivi della migliore qualità saranno sottoposti ad un vero e proprio saccheggio a partire da fine agosto, per finire con l'ultima raccolta tardive delle olive a metà dicembre. Non solo vino ed olio nel mirino di questi uccelli, al punto che anche il Consorzio di tutela del Fico di Carmignano (prodotto docg) si è associato nella richiesta di eventuali danni, che ad oggi nessuno sa da chi verranno pagati. Numerose le richieste danni di semplici cittadini: tetti devastati a causa delle nidificazione con relative infiltrazioni di acqua, danni alle piante da frutto. Ma cosa sta accadendo e perché? I motivi sono da imputare ad un aumento incontrollato della specie, al punto che lo stesso Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale, incaricato dal Ministero, ha emanato un documento nel quale definisce questa specie in forte aumento e ritiene consigliabile il suo reinserimento nelle specie cacciabili, dal quale è stato tolto in passato. Burocrazie rallentano il procedimenti a livello nazionale ed europeo, ma i danni sempre crescenti accelerano la preoccupazione degli addetti del settore che non trovano nella Regione uno strumento capace di assumersi le dovute responsabilità attraverso un sistema di deroghe che consenta in forma temporanea un controllo della specie con i dovuti metodi. Le aziende agricole di Carmignano, Poggio a Caiano, Bacchereto, Artimino, Carteano, Canneto, Filettole, Bagnolo, Montemurlo ecc., in previsione della bozza che preannuncia l'approvazione di un'eventuale deroga regionale vivono questi momenti con grande preoccupazione e prevedono un disastro annunciato. Tutti i mezzi di allontanamento cosi detti incruenti o ecologici sono ininfluenti su questa specie di uccelli. Una grande adattabilità e un altissimo istinto gregario fanno sì che non temano i rumori e il caos cittadino, figuriamoci i cannoncini rumorosi, le strisce metallizzate e i palloncini colorati che ormai adornano orti e campagne. Comitati di cittadini hanno scritto ai propri sindaci sollecitando interventi nei confronti degli organi addetti. Ma la domanda che resta è questa: a fine dicembre, una volta tirate le somme dei danni, chi pagherà? Ma soprattutto con la certezza che se qualcosa verrà pagato, la cifra non sarà certo pari al danno causato. E i cittadini come verranno rimborsati dei danni causati? In questo caso la risposta è scontata perché nessuno gli risarcirà di un centesimo, non essendo previsto da leggi o regolamenti.
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