Il Tirreno

Prato

GOVERNO SOTTO ACCUSA

Tagli anche ai carabinieri

Carlandrea Poli

2 MINUTI DI LETTURA





 PRATO. I tagli agli organici della questura fanno tremare la politica pratese. E, cosa ben peggiore, rischiano ben presto di allargarsi al fronte dei carabinieri, dove le indiscrezioni dei palazzi del potere cittadino parlano apertamente di svariati ufficiali prossimi al pensionamento che non verranno rimpiazzati. Due tagli imputabili a due ministeri diversi - l'Interno nel primo caso, la Difesa per i carabinieri - che sono figli della stessa finanziaria. Le cesoie della manovra, ricorda il segretario dell'Idv Salvo Ardita, si stanno per abbattere anche sul tribunale, che in autunno funzionerà con un solo Gip e due sostituti procuratori in meno. Se non altro l'attacco all'interesse cittadino ha un risvolto positivo. Tutti i parlamentari pratesi da Riccardo Mazzoni del Pdl a Antonello Giacomelli e Andrea Lulli del Pd fanno fronte comune. Il deputato del centrodestra ha presentato un'interpellanza urgente per ottenere nel giro di una settimana una risposta dal ministro Roberto Maroni sul taglio imminente di 8 agenti della polizia in dotazione alla questura. Giacomelli, invece, in collaborazione con Lulli ha promosso un question time per comprendere il motivo della diminuzione del personale e perché proprio Prato sia la provincia più penalizzata della Toscana. «Mi chiedo - spiega il parlamentare del Pd - se non sia il caso di procedere alla verifica del patto per Prato città sicura. Da Mazzoni desidero uno sforzo comune affinché la prefettura e il tavolo istituzionale si attivino per pervenire insieme a delle soluzioni». A dispetto del clima di collaborazione fra i deputati di maggioranza e opposizione pratesi, però si apre un fronte polemico tutto interno al centrodestra. Con Mazzoni che denuncia tagli e il segretario regionale della Lega Nord, Claudio Morganti che accusa il coordinatore del Pdl di essere disattento sulle carenze del tribunale e di prendersela con il ministro Maroni per aver votato l'arresto di Alfonso Papa. «Si informi meglio, io ho presentato l'interpellanza il giorno prima della votazione - replica serafico Mazzoni - A differenza di quello che dice io ho portato il procuratore Tony, il presidente del tribunale Genovese sia dal ministro della giustizia, Alfano che dal vice-presidente del Csm, Vietti». Non c'è un attacco diretto a Maroni, ma le stilettate non mancano: «Lui è un ottimo ministro, ma è inutile fare patti e tavoli se poi vengono svuotati. Non voglio attaccarlo, ma sul Cie la sua risposta è stata insoddisfacente».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa