Il dolore
Guerra in casa della Lega Nord. Morganti all’attacco dei “dissidenti”
Puniti Paradiso e Tosoni
Carlandrea Poli
L'assemblea dei militanti ne ha chiesto la sospensione
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PRATO. Fra mozioni di sfiducia e parentopoli nella Lega Nord è scoccata l'ora del redde rationem. Sta assumendo sempre di più i contorni della guerra di potere lo scontro fra Morganti e i suoi avversari. All'interno del Carroccio, ormai, chi ha i numeri sfiducia e prova a cacciare dal partito l'avversario. L'ultimo sviluppo risale a mercoledì sera nella sede pratese: un'assemblea dei militanti caldeggiata dal segretario regionale Claudio Morganti e presieduta dal segretario amministrativo Francesco Pellati - nella veste di portavoce del legato regionale, Giacomo Stucchi - ha chiesto una maxi sospensione di dieci mesi per il capogruppo in consiglio comunale Emilio Paradiso e per il suo collega Federico Tosoni. Sul secondo grava la responsabilità di aver firmato la mozione di sfiducia proprio a Morganti lo scorso marzo. Mossa politica costata già cara a Tosoni: era segretario provinciale e il suo direttivo, fedele al leader regionale, si dimise in massa per farlo decadere. Da quel momento sarebbero deflagrate le ferite e le liti a Prato. Una punizione bella e buona del dissenso che nella storia della Lega - specie nel Lombardoveneto - ha sempre travolto chi nel tempo abbia osato contraddire il verbo del capo assoluto, Umberto Bossi. Qui non c'è Bossi, ma Morganti è riuscito lo stesso a compattare i militanti della sua provincia per chiedere sanzioni di poco inferiori all'espulsione tout court. Anche verso Paradiso, nonostante il castello indiziario a suo carico sia molto più gracile. La base presuppone che sia stato lui ad alimentare le rivelazioni sui giornali a carico di esponenti della Lega. Salvando, invece, Leonardo Soldi e il direttivo comunale nonostante l'invio ai giornali del testo della mozione di sfiducia a Paradiso abbia causato un pesante strascico mediatico delle divisioni. I militanti presenti - una ventina su un totale di 45 - anzi, hanno rinnovato a larga maggioranza il voto affinché il capogruppo in Comune venga sostituito e diventi proprio Soldi. Soltanto un'espressione simbolica della volontà del partito: c'è da dire che nel gruppo consiliare col sostegno immutato di Tosoni, Paradiso resta alla guida. Ma ciò non dissipa i dubbi sul futuro della Lega in palazzo comunale. I due consiglieri rimarranno tesserati della Lega, seppur degradati da militanti - con pieni diritti di voto ai congressi - a soci simpatizzanti. Ma due sospesi potranno dire ancora di rappresentare pienamente l'immagine del partito? C'è di che dubitarne. Come c'è da dubitare che la doppia sospensione non sia collegata al desiderio dei militanti morgantiani di impedire il voto al prossimo congresso regionale ai due ribelli. Tutti gli incartamenti passano adesso a Stucchi. Sarà lui, presumibilmente non prima di settembre, a decidere, in base al verbale della riunione, se convalidare le sanzioni.
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