Lutto
«Meglio più forze dell'ordine al posto dei militari»
Ca. Po.
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Aldo Milone Ora Milone ha qualche perplessità: il governo non ci sta aiutando molto...
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PRATO. «In quest'ultimo periodo il governo non ci ha dato una grossa mano. Capisco i problemi nazionali più stringenti di ordine pubblico, come la vigilanza sui cantieri della Tav in Val di Susa. Forse, avendo un contatto diretto col territorio, qua a Prato abbiamo una percezione migliore delle esigenze delle forze dell'ordine». Non è reticente l'assessore alla sicurezza, Aldo Milone. Dopo il caso creatosi al taglio del numero di agenti in questura e quello atteso a breve per i carabinieri anche lo sceriffo si lascia andare alla delusione e confessa la solitudine di Prato di fronte al governo. E non potrebbe essere diversamente dal momento che il sindacato della polizia denuncia oltre alla riduzione dell'organico la mancata attivazione dal 2008 della sezione "Criminalità diffusa". Una delle promesse mai mantenute dal governo. «Non resteremo per questo con le mani in mano - garantisce Milone - Il sindaco in prima persona si è attivato col capo della segreteria del ministro Maroni per correggere questo errore. Altrimenti, è inutile pensare di dare qualche militare in più se non ci sono i poliziotti per accompagnarli. Piuttosto, a fine anno sarebbe auspicabile la sostituzione dei militari con più agenti di polizia». «Detto questo aggiunge Milone - valuto comunque positivamente la presenza dei militari, che sono serviti a prevenire reati predatori come gli scippi e migliorare la percezione della sicurezza». Un discorso che lascia intendere quasi un ripensamento all'orientamento politico della giunta Cenni da sempre favorevole all'uso dell'esercito in città. Anche se su un punto Milone non indietreggia: «Per dare più sicurezza a Prato e prevenire altri omicidi sono necessari più blitz». Intanto la proposta di Federico Gelli, responsabile sicurezza del Pd toscano viene stoppata da un deputato del suo stesso partito, Antonello Giacomelli: «Non condivido lo strumento e non ci sono le condizioni politiche. Il governo fornisca piuttosto le risposte ordinarie a Prato».
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