Il Tirreno

Prato

Corsi di pizzaioli per i profughi

Alessandra Agrati
Alcuni rifugiati al lavoro nei campi
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Alcuni rifugiati al lavoro nei campi

Programma di iniziative per favorirne l'integrazione

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 PRATO. La speranza di poter ottenere lo stato di rifugiato di guerra per cominciare a costruirsi una nuova vita partendo dal lavoro. Sono passati tre mesi dall'arrivo a Prato dei primi profughi provenienti dalla Libia ed è tempo di bilanci. «I tempi - ha sottolineato Roberto Macrì presidente della Fondazione Santa Rita - si stanno allungando, i sei mesi preventivati per ottenere i documenti potrebbero diventare molti di più e non è così scontato che chi ha chiesto asilo politico lo ottenga». Il problema maggiore è che chi è scappato dalla Libia dove lavorava, ma non aveva la cittadinanza potrebbe non avere diritto allo stato di rifugiato. «Sicuramente non abbondoneremo nessuno - ha assicurato Macrì - anche se lancio un appello ai politici e alle istituzioni perché trovino una soluzione al problema, altrimenti si rischia di avere nuovi clandestini sul territorio». Senza farsi condizionare troppo dalle incertezze la parrocchia di Sofignano e l'opera Santa Rita continuano nella loro missione, cercando di organizzare in modo intelligente il tempo per i 28 richiedenti asilo politico sistemati nella casa Madonna della Tenerezza di Cerreto (dove si parla l'inglese) e nella canonica di Sofignano (lingua ufficiale il francese). «Nonostante si avvicini il tempo delle ferie - ha ricordato il parroco di Vaiano don Carlo Bergamaschi - noi non andiamo in vacanza». Il programma di attività è nutrito. Proseguono i corsi di italiano, di orientamento urbano per imparare a vivere in città, di conoscenza delle norme che disciplinano l'immigrazione. Fra qualche giorno partirà, per gli ospiti della canonica di Sofignano un corso per pizzaioli, mentre per settembre sono previsti incontri sulla creatività per favorire la comunicazione non verbale e un percorso interculturale attraverso l'arte realizzato insieme al Pecci. Proseguono anche le attività sportive proposte dal Csi. «Abbiamo anche iniziato a far fare ai nostri ospiti - ha spiegato Macrì - alcuni piccoli lavoretti di manutenzione delle strutture del Santa Rita, con l'obiettivo di poterli poi inserire nel progetto dei lavori socialmente utili». Il sindaco di Vaiano sta già lavorando per affidare agli ospiti di Sofignano qualche piccolo lavoretto legato al giardinaggio. «Il Comune - ha ricordato don Bergamaschi - si è anche impegnato per far rientrare nella canonica l'unico minore arrivato a Vaiano, che momentaneamente era stato affidato a Casa Betania». Il lavoro, infatti, è una delle priorità degli ospiti sia perché è uno strumento per poter avere una vita dignitosa, sia perché quando erano in Libia mantenevano le loro famiglie in Patria. Un sostegno prezioso che da qualche mese non è più possibile dare.

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