Il Tirreno

Prato

Cicignano come Barcellona e Cascais

Alessandro Pattume
La residenza sociale assistita di Cicignano
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La residenza sociale assistita di Cicignano

La Rsa finisce sulle pagine di Casabella come esempio di architettura

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 MONTEMURLO. Che ci fa il Comune di Montemurlo sulle pagine di una rivista di architettura di fama internazionale? La risposta si ha sfogliando l'ultimo numero di "Casabella". E' attraverso queste pagine che la residenza sanitaria assistita di Cicignano, realizzata da "Ipostudio" su indicazioni del Comune, valica i confini nazionali ancor prima d'essere entrata in funzione. Un gioiello tra gli ulivi.  Cicignano come Barcellona e la portoghese Cascais. Luoghi dove sorgono avveniristici esempi di residenze collettive per gli usi più disparati. Un gioiello architettonico, in cemento e pietra, di cui anche in Comune vanno molto fieri, e non solo per spirito d'appartenenza. Realizzata su progetto della fiorentina Ipostudio, la residenza assistita di Cicignano è stata infatti concepita sulla base di precise indicazioni architettoniche e urbanistiche fornite dagli uffici tecnici comunali.  I lavori, eseguiti sui terreni donati al Comune da Ciriaco Luongo, si sono conclusi lo scorso mese di marzo dopo dieci anni di peripezie e complicazioni. Un'ottima occasione per tornare a parlarne con l'assessore al sociale Nicola Ciolini. Perchè questa sembra davvero la volta buona.  2011: l'anno del bando. «Il bando per l'affidamento della struttura cui l'Asl sta lavorando dovrebbe essere pubblicato entro la fine dell'anno - annuncia Ciolini - la società della salute sta invece procedendo con la redazione del piano di gestione per i 48 posti previsti nella struttura di Cicignano».  L'obbiettivo è innanzitutto quello di riservare una decina di posti per coloro che sono in stato di coma vegetativo, «che adesso sono ospitati tutti fuori dalla Provincia di Prato e che così rientrebbero nella propria - precisa Ciolini - facilitando quindi le visite dei familiari». Circa venti sarebbero invece i posti riservati ai ricoveri assistiti veri e propri. «I posti rimanenti, una quindicina circa - conclude l'assessore al sociale - saranno lasciati a disposizione del day hospital».

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