Il Tirreno

Prato

Premiato il nuovo Macrolotto zero

L’area parallela a via di Galcianese, con la nuova viabilità, il parco lineare e la nuova area produttiva
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L’area parallela a via di Galcianese, con la nuova viabilità, il parco lineare e la nuova area produttiva

Il progetto primo al concorso di Venezia e pubblicato sulla rivista Urbanistica

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 PRATO. Il nuovo Macrolotto zero, quello del futuro, moderno, con più spazi aperti, edifici più alti, con una nuova strada, un parco e aree per la produzione che oggi non esistono, ha vinto un premio. Prestigioso. Il progetto di rigenerazione urbana del quartiere oggi conquistato dalla comunità cinese, caotico e brulicante, è risultato vincitore del concorso promosso dall'Istituto nazionale di urbanistica.  Presentato a Venezia nell'ottobre scorso nell'ambito del convegno Urbanpromo, è stato scelto da esperti e tecnici come miglior esempio di riqualificazione di un'area densa ed è stato pubblicato, conquistando anche la copertina, nell'ultimo numero della rivista nazionale Urbanistica. L'assessore Cenni e l'intero ufficio di piano non nascondono la soddisfazione. «Perchè - dice Cenni - è la prima volta che al Comune viene assegnato un riconoscimento così prestigioso, frutto di un lavoro di squadra, di un'ottima squadra». Secondo Cenni «la parte politica ha offerto prospettive di riqualificazione con l'obiettivo di rimuovere, almeno a livello urbanistico, i presupposti sui quali sono cresciuti degrado e illegalità. La parte tecnica - ha proseguito - ha saputo cogliere e rileggere questa esigenza, trasformandola in una visione strategica». Per l'architetto Riccardo Pecorario, ex dirigente dell'Urbanistica oggi dirigente delle Concessioni edilizie, ex capo dell'ufficio di Piano, che sul progetto Macrolotto zero ha lavorato per anni «la segnalazione del lavoro di Prato, a livello nazionale ma anche internazionale, è il riconoscimento che l'ipotesi di rigenerazione presentata, su un modello di città già costruita, disegna un'area contemporanea, del futuro, e ha una grande importanza per la città». «Si tratta - ha proseguito - di un progetto fatto per e non contro. Per migliorare anche le condizioni di vita della comunità cinese». Nette le linee generali sulle quali il progetto del nuovo Macrolotto zero è stato costruito: risparmio del suolo «perchè non possiamo permetterci di sprecarne», una sostanziosa diminuzione delle superfici coperte (dagli attuali 510mila metri quadrati e 263mila), con sviluppo in altezza, l'abbattimento del 92% dei capannoni industriali dimessi e la ricollocazione del restante 18% (fine della mixitè - una delle caratteristiche del Macrolotto zero) e con funzioni interne a 263mila metri quadrati di superficie coperta al 44% residenziali e al 56 destinate a nuove attività produttive. «C'è da tenere presente - ha proseguito Pecorario - che nel 44% di residenziale entra anche una quota del 10% di housing sociale con case destinate a nuove coppie, studenti, anziani e famiglie in difficoltà. Si tratta anche di un modo per diversificare la presenza abitativa nella zona perchè il futuro Macrolotto zero non sarà una Chinatown». Nel progetto del nuovo Macrolotto - firmato anche dagli architetti Fabrizio Gorelli, capo dell'ufficio di piano, Paolo Maria Vannucchi, Michela Brachi, Pamela Bracciotti, Massimo Fabbri, Luisa Garassino - c'è anche la previsione di nuovo insediamento per le attività produttive viste però attraverso quella che si prevede sarà l'evoluzione del manifatturiero: «Con spazi più piccoli, quindi destinati a laboratori artigianali e atelier - conclude Pecorario - e con sedi per esposizioni e spazi per la ricerca».  Il progetto sarà molto presto presentato alla città. «Stiamo organizzando, infatti - spiega il presidente della Commissione Urbanistica Emanuele Berselli - la fase partecipativa (conclusione a novembre ndr) nella quale i cittadini potranno capire e intervenire. Mi auguro - conclude - che oltre ai "no" potremo avere proposte sulle quali lavorare». C.O.

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