Finanza
Omicidio nell'ex lanificio Gori
Barbara Burzi
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Numerosi gli orientali che per ore hanno sostato davanti al luogo del delitto L’assessore Aldo Milone e il tenente Papasodaro col magistrato Laura CanovaiLite finita nel sangue fra due cinesi, fermato il presunto assassino
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PRATO. Prima un litigio, poi la morte. Cosa abbia scatenato il primo ancora non è chiaro, si ipotizza una questione di soldi. Quello che è certo, è che un cinese di 39 anni è stato ucciso ieri mattina nel cuore della chinatown pratese da un connazionale. Il cadavere dell'uomo è stato ritrovato alle 11,15 in via Pistoiese 237, gettato come spazzatura davanti all'ex lanificio Armando Gori. In quello stesso stabilimento ha sede la ditta in cui la vittima lavorava, forse proprio come operaio. Sul suo corpo seminudo (addosso aveva solo un paio di pantaloni corti fino al ginocchio), al momento del ritrovamento erano ben visibili i segni delle ferite da arma da taglio: l'uomo è stato colpito da diversi fendenti, di cui uno mortale alla gola. Il presunto assassino sarebbe stato rintracciato poche ore dopo, grazie alla testimonianza della moglie della vittima che avrebbe assistito all'omicidio. Il condizionale è d'obbligo perchè gli investigatori non hanno voluto rilasciare alcuna dichiarazione. Secondo le prime ricostruzioni della vicenda, il delitto sarebbe stato compiuto al primo piano dell'edificio che ospita al suo interno sei confezioni gestite da orientali. Dopo la violenta lite con un suo connazionale finita poi in sangue, l'uomo sarebbe stato trasportato per le scale al piano inferiore usando degli stracci di cui gli è rimasto una legaccio al polso. Non si sa se il "braccialetto" di stoffa sia servito a immobilizzare il corpo oppure a trascinarlo fuori dallo stabilimento per evitare di lasciare impronte sul cadavere. Sarà certamente l'autopsia a fornire uno scenario più dettagliato. Stando al primo esame compiuto dal medico legale Alberto Albertacci, sarebbe stato «un fendente da punta» a lacerare la giugolare del poveretto causandone «la morte pressoché immediata». Sono stati ritrovati anche due coltelli, uno dei quali potrebbe essere proprio l'arma usata per compiere il delitto. Subito dopo l'allarme scattato intorno alle 11,15, sul luogo dell'omicidio sono intervenuti un mezzo della Misericordia e i carabinieri che hanno subito dato il via alla caccia all'assassino con l'aiuto dell'elicottero. Si tratta del secondo omicidio avvenuto dall'inizio dell'anno in zona chinatown, stavolta nel tratto di via Pistoiese, tra via Donizzetti e via Rossini (a poche decine di metri dal supermercato Pam), rimasto chiuso al traffico per diverse ore. L'elicottero dei carabinieri ha perlustrato l'area a lungo, tuttavia, decisive per le ricerche sarebbero state le parole della vedova della vittima, che ha indicato ai carabinieri il nome dell'omicida durante l'interrogatorio e i luoghi dove avrebbe potuto trovare rifugio. Essendo anche lei una lavoratrice della confezione, è probabile che abbia assistito all'omicidio del marito e contribuito a trascinarlo fuori dall'edificio. Ovviamente, quando i carabinieri, insieme al sostituto procuratore di Prato Laura Canovai, si sono recati sul posto, degli altri lavoratori cinesi non c'era già più traccia. Nemmeno il tentativo di ripulire il luogo del delitto dal sangue dell'accoltellato è andato a buon fine, ma i lavoratori sono comunque riusciti a scappare prima dell'arrivo delle forze dell'ordine.
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