Il Tirreno

Prato

Gp Industria e Commercio, addio

Vezio Trifoni
Gp Industria e Commercio, addio

Comune e Provincia tagliano i fondi e dopo 65 anni la gara non si farà

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Un altro pezzo della Prato sportiva scompare. Il Gran premio Industria e Commercio, che doveva correre la sua 66º edizione ed era in programma per domenica 18 settembre, non avrà da parte né di Comune né di Provincia il contributo previsto e quindi la gara che ha visto in corsa campioni del calibro di Coppi a Bartali, fino al recente vincitore Ulissi, non si farà. Era da molto tempo che la Ciclistica Pratese chiedeva conferme e adesso sono arrivate. Solo lunedì sera nella sede di via Garibaldi è stata fatta una riunione per valutare quali potevano essere le soluzioni possibili, molto difficili neanche a due mesi dallo start, se Comune e Provincia non avessero garantito l'apporto per la corsa.

E la conferma del no definitivo è arrivata ieri mattina e il primo commento è stato, «Senza Gran Premio Prato perde un altro pezzo della propria storia - dice Carlo Iannelli - l'amministrazione ha fatto della pratesità un punto di orgoglio ma di solito sono i fatti a dare supporto alle parole. In questo caso perdiamo non solo un appuntamento che scandiva la festa del settembre pratese ma anche una grande opportunità in vista dei Mondiale del 2013 poiché la corsa si disputava solo una settimana prima di quell'appuntamento e poteva essere un modo per far entrare Prato in questo evento. Invece la scelta è stata diversa e così possiamo dire che la nostra città si svuota di una manifestazione che ci riconoscevano in tutto il Mondo e che era il simbolo della rinascita perché nata proprio nel 1946 e disputata per ben 65 anni consecutivamente».

Sia il vescovo Gastone Simoni, aretino e grande appassionato di ciclismo, alla presentazione dello scorso anno della Ciclistica Pratese aveva ricordato come l'appuntamento pratese era riconosciuto anche ad Arezzo come simbolo sportivo della Toscana. Lo stesso vate del ciclismo nazionale, Alfredo Martini, ha sempre convenuto alla corsa pratese una sua importanza storica e tra l'altro metteva in risalto anche i partecipanti che si sono succeduti lungo le strade pratesi. Nelle ultime edizioni i vincitori sono stati i protagonisti del ciclismo nazionale con Diego Ulissi che conquistò l'affermazione nel 2010, l'anno prima l'attuale campione italiano Giovanni Visconti, nel mezzo Khalilov, Filippo Pozzato e Daniele Bennati.

Ma i nomi dei vincitori, ritornando indietro nel tempo, sono prestigiosi da Davide Rebellin a Moreno Argentin, Maurizio Fondriest e andando ai primi anni'70 Franco Bitossi e i primi vincitori Nedo Logli e Sergio Maggini. Se andiamo a vedere perché non verrà fatta questa corsa alla fine mancano 50.000 euro. Tanti o pochi che siano è un peccato. In una città che sta cercando di riprendersi il suo settore più importante - il tessile - e questa corsa è nata proprio dalla spinta di un territorio che aveva visto nel ciclismo, all'epoca sport nazional popolare, come traino per dare lustro a Prato e alla sua industriosità. La scelta di non finanziare, o se nel caso ci fosse un contributo che arriva solo al 30% rispetto al passato, vuol dire tagliare l'evento.

Questo è un segnale chiaro di perdita di identità e soprattutto di visibilità. Sarebbe bello se fosse proprio un vecchio pratese, che si ricorda cosa è stata per lui o per la sua generazione questa corsa, che si sostituisse alle amministrazioni e con l'orgoglio che contraddistingue i pratesi salvasse il Gran Premio e dimostrasse che "pratese vuol dire uomo libero, e il mestiere dell'uomo libero, come tutti sanno, non è certo tra i più facili, specie in Italia" come scriveva Curzio Malaparte. Usando una metafora siamo in volata senza velocista ma il pratese è lavoratore, traffichino e inventa mestieri e potrebbe diventare lui lo sprinter che vince e ridà coraggio a un'intera collettività che ha bisogno di grande spinte.

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