Il Tirreno

Prato

Preannunciati rincari a due cifre sui consumi energetici delle aziende

Gli industriali lanciano l'allarme gas ed elettricità

Adriano Bellu vicepresidente dell’Unione
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Adriano Bellu vicepresidente dell’Unione

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 PRATO. Gas ed elettricità, nuovo allarme costi dalle rifinizioni pratesi. Ieri un incontro in Smi conferma i timori a livello italiano. La presenza nel distretto pratese dei Consorzi Prato Gas e Prato Energia promossi dall'Unione Industriale implica un monitoraggio particolarmente attento dell'andamento del mercato energetico: pertanto è stata Prato a dare un contributo determinante nella riunione della sezione Nobilitazione di Smi-Sistema Moda Italia che si è tenuta ieri a Milano e che era incentrata su questi argomenti.  Sorvegliato speciale è soprattutto il gas metano: per i prezzi si profilano già dai prossimi mesi incrementi prossimi al 30%.  «I contratti in essere del Consorzio scadono in parte a settembre - spiega Adriano Bellu, che è presidente di Prato Gas oltre che della sezione Nobilitazione dell'Unione - e quindi questi enormi aumenti si faranno sentire già dall'autunno. Altri invece decorreranno dal 2012. Anche sul fronte dell'elettricità - aggiunge - si profilano incrementi ad oggi non quantificabili ma comunque a due cifre». Secondo Bellu: «Si tratta di problemi molto seri, che devono essere fatti propri dall'intero distretto. Le preoccupazioni per gli incrementi dei costi delle nostre lavorazioni si sommano peraltro anche al rallentamento delle commesse: come è emerso ieri in Smi, sia da noi a Prato che presso i colleghi delle altri parti d'Italia si sta assistendo, dopo un inizio di 2011 incoraggiante, ad uno stop che non induce all'ottimismo».  Nel determinare l'ammontare complessivo dei costi energetici concorrono per una quota molto rilevante fattori diversi dal consumo, quali le accise e, nel caso dell'elettricità, anche la quota a carico delle utenze per sostenere le agevolazioni per le energie rinnovabili.  Sul fronte delle accise è continuo il richiamo dell'Unione ad una maggiore equità: come noto infatti ad oggi le utenze che in valore assoluto non rientrano nella definizione di "energivore" sono le uniche a sopportare oneri fiscali che per i grandi consumatori sono minori o nulli.  Per questo l'Unione chiede da anni che acquisiscano rilevanza fiscale i consorzi e gruppi di acquisto e - in aggiunta, o al limite in alternativa - che per godere degli sgravi valga il principio dell'incidenza dei costi energetici sul totale dei costi aziendali.

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