Il Tirreno

Prato

L’inceneritore entra in commissione

Diossina nella norma Per Montale lite tra Arpat e comitati

Carlandrea Poli
Diossina nella norma Per Montale lite tra Arpat e comitati

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 PRATO. I dati sulla diossina emessa dall'inceneritore di Montale portano ai ferri corti i comitati della Piana e l'Arpat, l'agenzia regionale per la protezione ambientale. «Dai nostri rilevamenti fra il 2007 ed il 2010 sui terreni e da quelli di Asl sugli allevamenti - spiega il direttore di Arpat, Luciano Giovannelli - la diossina a Prato si trova nei limiti stabiliti dalla legge per le aree ad uso residenziale. Non c'è allarme. Anche su via del Ferro, sotto l'influenza dell'impianto di Baciacavallo, dove un allevamento di polli è risultato con una concentrazione di diossina superiore al limite, va tenuto conto che ad un secondo studio i livelli sono tornati entro il tetto di legge».  La tesi di Giovannelli è che l'inceneritore ha un impatto limitato nella produzione di diossina. «Concorre al pari se non in misura minore di un'autostrada» è la sintesi del suo pensiero. Ben altra versione arriva da Adriana Pagliai, rappresentante del Coordinamento dei Comitati della Piana. «Il termovalorizzatore è indiscutibilmente la causa principale della produzione di diossina. Preoccupa la forte contaminazione di tutte le aree. Ci sono, inoltre, le emissioni ancora più tossiche di Cpb che pur non essendo causate dal processo di combustione finiscono nell'aria per colpa dell'inceneritore». Da questa diatriba tecnica l'assessore alla sanità, Dante Mondanelli si chiama fuori e, se possibile, prende le distanze dalle «certezze incrollabili» dei comitati. In segno d'apertura, però, alle istanze di Pagliai, Mondanelli si dice favorevole alla partecipazione del Comune di Prato al tavolo della Provincia di Pistoia per il monitoraggio degli effetti dell'impianto.

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