Sicurezza
Caccia al pedofilo, 17 denunciati
Pasquale Petrella
Accuse di minacce pluriaggravate e lesioni. E la Procura critica la città
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PRATO. Sedici adulti ed un minorenne denunciati ed altri tre o forse quattro ancora da identificare. Le accuse parlano di resistenza e minacce pluriaggravate a pubblico ufficiale; uso e accensione di materiale pericoloso come bottiglie molotov; violazione di domicilio; danneggiamenti; lesioni a pubblici ufficiali. E' questo il risultato delle indagini portate avanti dal personale della Digos, in seguito alla sommossa popolare con tentativo di linciaggio di un quarantanovenne accusato di aver abusato sessualmente di un ragazzino di 14 anni in via Andrea da Quarata a Iolo il 29 giugno scorso. «Un episodio gravissimo. Un fatto di cui si è parlato poco perchè la sua gravità avrebbe dovuto aprire un dibattito politico che invece non c'è stato e questo mi ha lasciato negativamente sorpreso», così il procuratore capo, Piero Tony, in fase di conferenza stampa per presentare l'esito delle indagini. «Fatti gravissimi a cominciare dalla denuncia per pedofilia, per proseguire con quella specie di sommossa popolare che non è degenerata solo per la grande professionalità mostrata dalle forze dell'ordine - continua Tony - Un tentativo di linciaggio dopo un processo sommario calpestando le più elementari regole del vivere civile e soprattutto calpestando la nostra Costituzione. E' stata rispolverata la gogna mediatica con la caccia all'uomo usando internet. Tutto questo ha rappresentato un evento di inaudità gravità». Poi è il sostituto Sergio Affronte a riepilogare i fatti di quell'incredibile pomeriggio di fine giugno. «Si stava verificando una scena da Far West, come ho visto solo nei film americani e mai mi era capitato nella mia carriera da magistrato - racconta Affronte - Se non fossero intervenuti i poliziotti probabilmente quel gruppetto di cinque o sei persone fermate mentre tentavano di sfondare la porta dell'appartamento del presunto pedofilo, lo avrebbero massacrato di botte, portato nel piazzale e impiccato o dato alle fiamme. Ho seguito minuto per minuto l'evolversi della vicenda e devo dire che ero molto preoccupato. Mi sono raccomandato con le forze dell'ordine perchè cercassero di rasserenare il più possibile gli animi e perchè avessero un approccio soft. L'uomo minacciato di linciaggio è stato allontanato con un espediente e questo è stato un primo risultato positivo. I facinorosi da cinque o sei sono diventati una trentina e sei uomini delle forze dell'ordine sono rimasti feriti negli incidenti. Cose di questo genere non si possono tollerare e adesso siamo arrivati alla conclusione delle indagini ma anche adesso non abbiamo voluto infierire ed è per questo che ai denunciati è stato inviato un avviso di garanzia perchè possano venire a raccontare la loro verità in un processo "civile" e non da Far West». «Nessuno deve pensare di potersi fare giustizia da sè - conclude il questore Filippo Ceruolo - Un plauso devo farlo alla Digos per la celerità delle indagini e per come ha gestito l'ordine pubblico in quel frangente. Ma voglio ringraziare anche tutte le forze dell'ordine che hanno operato, compresi quei poliziotti che sebbene fuori dal servizio si sono recati sul posto a dare una mano ai colleghi». L'indagine sulla denuncia per pedofilia intanto continua in segretezza e se ne occupa il procuratore Piero Tony che indaga per «abusi su minori».
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