La manifestazione
Gestri sul direttore: avanti tutta
Carlandrea Poli
In consiglio provinciale la mozione Pdl. Ostruzionismo Pd
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PRATO. In attesa del verdetto dei giudici della Corte dei Conti, Lamberto Gestri tira dritto sul direttore generale non laureato. In queste ore viene esclusa ogni ipotesi di un passo indietro di Giancarlo Cecchi o di una sospensione dall'incarico. Ma, a dispetto dell'ostinazione del presidente della Provincia, la maggioranza di Pd e Idv rischia di affondare nell'imbarazzo di fronte alla mozione del centrodestra che chiede alla giunta di attuare qualsiasi misura per contenere il danno erariale. Così, in consiglio provinciale il centrosinistra è costretto a fare ostruzionismo sulle sue stesse delibere, che hanno il pregio di precedere nell'ordine del giorno il testo della mozione voluto dal Pdl. Tutto tempo guadagnato, che permette ai progressisti di rinsaldare le loro file prima con la proposta di emendamenti alla mozione del Pdl eppoi con la presentazione di una mozione autonoma. Un modus operandi, però, che riesce ad accontentare tutti. Cristina Attucci (Pdl), perché può gridare ad un rallentamento dei lavori voluto - caso più unico che raro - da una maggioranza in difficoltà. Il trasporto pubblico locale è un caso paradigmatico. Sulla stessa identica convenzione la Provincia impiega 40 minuti di dibattito per arrivare all'approvazione, il consiglio comunale sempre ieri pomeriggio appena 5 minuti. Emiliano Citarella (Pd) come castigatore di un centrodestra «buono soltanto a prendere la parola su Cecchi e non sui veri problemi della gente: il trasporto pubblico locale e l'agricoltura». Gestri, invece, non ha neppure bisogno di essere rinfrancato. Ben prima che il consiglio provinciale coi suoi lavori arrivi alla fatidica mozione, a taccuini aperti mostra una totale sicurezza. «La nostra scelta è stata maturata non nell'arco di una giornata, ma di 5 mesi. I legali con cui ho parlato mi danno ragione e penso di avere il dovere di andare avanti - spiega a chiare lettere - L'opinione pubblica deve capire che Giancarlo Cecchi non ha la laurea, perché a 20 anni lui lavorava per la Borsa di Milano e per tanti anni ha trattato per conto di Fusi con imprenditori del calibro di Ligresti per milioni di euro di contratti. Ad ogni modo voglio chiarire un punto: anche in caso di condanna l'ente Provincia non ci rimetterà un euro».
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