Finanza
Due cuginetti rischiano di annegare in mare
Luciano Onnis
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Unoperazione di salvataggio Salvati in extremis da un poliziotto e un bagnino in Sardegna
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ARBUS. Tragedia sfiorata, ieri pomeriggio, nella marina di Arbus in Sardegna. Due ragazzini di 12 e 11 anni, cugini, il primo residente nel milanese e l'altro pratese, hanno seriamente rischiato di annegare. I due devono la loro vita al coraggio e alla generosità di un bagnino della Protezione civile provinciale e a un ispettore della polizia di Stato, che hanno sfidato la forza delle onde e delle correnti per trarli in salvo mentre venivano risucchiati al largo. Dopo il salvataggio, il poliziotto si è accasciato stremato in riva e anche per lui, come per i due giovanissimi turisti tratti in salvo, è stato necessario il ricorso alle cure mediche. Ancora una volta sono state ignorate le bandiere rosse di pericolo. I due ragazzini, sembra parenti fra loro, erano in spiaggia assieme a una cugina. Giocavano sulla sulla battigia divertendosi a saltare le onde al loro infrangersi sulla riva, sicuri di non correre pericolo per l'acqua solo alle ginocchia. Invece non sapevano che la trappola stava proprio lì: nel ritrarsi, un'ondata ha fatto mancare la sabbia sotto i loro piedi e si sono ritrovati sballottati tra i flutti. Uno di loro, il ragazzo di Prato, è stato risucchiato dalla corrente e trasportato in breve al largo. Il bagnino in servizio sulla spiaggia, Angelo Moi, è subito accorso e non ha esitato a gettarsi in acqua, seguito all'istante da Claudio Capellini, ispettore di polizia in vacanza nella marina di Arbus. Hanno primo raggiunto e portato a riva il ragazzino più vicino, poi si sono nuovamente gettati fra le onde per soccorrere l'altro in difficoltà, sempre più lontano da terra. «È inconcepibile che si continuino a ignorare le bandiere rosse di pericolo» ha commentato Damiano Serpi, coordinatore della ProCiv provinciale.
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