Sicurezza
Il sindaco Cenni a colloquio con il procuratore capo per il sequestro del tratto di via Ciulli
Il Comune chiederà la riapertura del sottopasso
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Il procuratore della Repubblica Piero Toni 2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Visita in procura ieri mattina per il sindaco Roberto Cenni. Un incontro di un'ora e mezzo con il procuratore capo Piero Toni. All'ordine del giorno il sottopassaggio di via Ciulli. E' stato lo stesso sindaco Cenni a riferire ai giornalisti che l'aspettavano all'esterno del Tribunale l'argomento affrontato con il procuratore della Repubblica. Il sottopasso di via Ciulli è infatti sotto sequestro dall'incidente che costò la vita a tre donne cinesi nell'ottobre dell'anno passato. Da quel terribile giorno in cui le tre orientali furono inghiottite dal sottopasso colmo di acqua e fango, e dentro vi morirono prigioniere della loro auto, quel tratto di strada è chiuso. Nessuno può entrarvi. Una chiusura necessaria per garantire ai professionisti incaricati dalla procura di fare tutte le perizie necessarie per accertare di chi siano e se ci furono responsabilità per quella tragedia. Ora però i residenti della zona protestano. Telefonate sono arrivate nelle redazioni dei giornali e anche in Comune. Per percorrere pochi metri è infatti necessario fare un lungo giro e chiedono che quel sottopasso venga riaperto. E proprio questo il sindaco sarebbe andato a fare in procura: a capire a che punto sono le perizie e quanto manca alla riapertura di quel tratto di strada. «Il procuratore è stato molto sensibile nel comprendere le esigenze dei cittadini e mi ha spiegato l'iter a che punto è e la complessità della situazione». Ora il Comune di Prato chiederà ufficialmente con una lettera la riapertura del sottopasso. Poi si attenderà una risposta ufficiale ed eventualmente i tempi entro il quale il sottopasso di via Ciulli sarà dissequestrato.
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