Attenzione
Una scaletta di pezzi vecchi e nuovi, bis a grande richiesta per una festa di quasi due ore
Entusiasmo per Battiato in piazza Duomo
Miriam Monteleone
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Battiato durante il concerto in piazza Duomo In quattromila al concerto, tanti i fans arrivati da tutta la Toscana
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PRATO. I presupposti del grande evento c'erano tutti. Un cantautore d'eccezione, un palco mastodontico, montato di fronte al Duomo, e la corsa nei mesi scorsi all'acquisto di biglietti. E grande evento è stato. Franco Battiato - lunedì sera per la Prato Estate - ha scatenato un vero e proprio pellegrinaggio di fans, provenienti da tutta la Toscana. E quando si sono accese le luci, davanti al palco c'erano oltre quattromila spettatori, una presenza forse mai vista in piazza Duomo per un concerto. I fans già dal tramonto si sono accalcati davanti agli ingressi di via Garibaldi, via Magnolfi e Largo Carducci, aspettando l'apertura delle transenne. Nonostante i posti numerati (sulle sedie e sulla tribuna) molti hanno preferito sistemarsi sulle scale del Duomo, per aggiudicarsi una buona visuale del concerto. Battiato non si è fatto aspettare troppo. Ha fatto il suo ingresso sul palco sulle note di "Up Patriots to Arms", storico pezzo del 1980, a cui il cantautore siciliano ha dedicato il nuovo tour. Con una scaletta di repertorio, di vecchi e nuovi successi, il maestro poliglotta è riuscito a incantare il pubblico per quasi due ore. Pezzi di denuncia come "Povera patria" e "Inneres Auge" in difesa di un'Italia, ormai in balia del dio denaro, di scandali e truffe, che hanno sollevato l'entusiasmo del pubblico; omaggi in francese come "E più ti amo" tratta da "Plus je t'entends" di Alain Barrière fino a brani indimenticabili come "La cura", "Shock in my town", " Tra sesso e castità", "I Treni Di Tozeur ", "Prospettiva Nevski" e altri ancora. Con lui sul palco c'erano Angelo Privitera (alle tastiere); Carlo Guaitoli (al pianoforte) e il Nuovo Quartetto Italiano, accompagnati da una formazione di viole e violini. Molte anche le presenze istituzionali tra il pubblico (la giunta Cenni quasi al completo, consiglieri e personalità della cultura pratese) ma anche tanti giovani, richiamati dal versatile stile dell'artista, conosciuto per un rock lirico sperimentale, dalle atmosfere elettroniche, ma anche classiche ed eleganti. Se nella prima parte del concerto le persone sono rimaste ai loro posti, nella seconda molti, trascinati dal ritmo, si sono alzati e si è creata una specie di pista da ballo tra la tribuna e la platea al centro della piazza. Sulle note de "L'Era del cinghiale bianco" e "Cucuruccu Paloma", il pubblico è tutto in piedi e piazza Duomo nel delirio. Battiato scompare dietro le quinte e rientra per i bis dei saluti. «Questa è l'ultima - dice al pubblico - patti chiari e amicizia lunga». Le luci si spengono sulle note de "L'Animale" tra calorosi applausi. Per Prato è un bel colpo: un grande concerto, ottima musica, un successo.
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