Sicurezza
Bagnolo diventa terra di assaggi
Alessandro Pattume
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Amanda Ravagli presidente della filiera corta con la commissione Commissione al lavoro per scegliere i prodotti per le cambuse
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MONTEMURLO. Se ne stanno seduti in cerchio col bicchierino d'olio in mano. Annusano e assaggiano, scuotono il capo e annuiscono. Sono i sette esperti assaggiatori chiamati a scegliere le prelibatezze toscane da inserire nel progetto regionale "Cambusa". Un progetto che vuole portare i migliori prodotti della Toscana sulle barche extralusso che ogni anno approdano nei nostri porti. Più di 200 le aziende che hanno risposto all'appello. Lo scorso 5 luglio la commissione assaggi "Filiera corta in cambusa", riunita nel Borgetto di Bagnolo, ha scelto le carni e i formaggi freschi. La pratese Calvanina per esempio, che non poteva certo mancare, e uno yogurt ovino del grossetano di cui si dicono meraviglie. Tanto per rendere l'idea della serietà con cui viene portata avanti la selezione, c'erano all'esame anche una manciata di vini bianchi e di conserve fresche: nessuna di queste ha passato l'esame. Adesso prenderanno in esame l'olio extravergine d'oliva, una gran varietà di salumi e di vini rossi, i formaggi stagionati, i dolci e anche con la pasta, per la cui selezione bisognerà spostarsi alla "Taverna della Rocca", che la cucinerà per loro, ma senza condimento. Avanti così finchè non saranno selezionati i prodotti toscani migliori, e solo quelli, con cui verrà composto il catalogo del progetto "Cambusa". «Il ruolo della filiera corta di Montemurlo, che gestisce il progetto, è quello di garantire la qualità dei prodotti che poi, grazie al Mulino Diddi di Montemurlo, saliranno sulle barche ormeggiate nei porti toscani - spiega l'agronomo David Cardini, uno degli esperti della commissione assaggi e consigliere della filiera corta locale - per questo abbiamo chiamato un esperto per ogni settore e procederemo ad una lenta selezione dei prodotti arrivati nel frattempo da tutta la Regione». Già. Sembra proprio che il progetto "Cambusa" abbia fatto impazzire le filiere corte di tutta la Toscana. A Montemurlo sono arrivati i prodotti di quasi duecento aziende agricole. Dalla Garfagnana, dalla Maremma e da Volterra, passando per Montevarchi, Prato e Firenze. Un successo vero, e un gran lavoro per il pool di palati fini riuniti al "Borghetto" di Bagnolo, che si traduce in prospettive che il sindaco di Montemurlo Mauro Lorenzini riassume con una metafora. «Se l'industria è una solida gamba di Montemurlo, vogliamo trasformare i prodotti tipici del nostro territorio nell'altra gamba necessaria a camminare». In fermento non ci sono però solo i palati degli esperti assaggiatori. «Stiamo lavorando per avere pronto il catalogo completo per la metà di settembre - spiega Amanda Ravagli, presidente della filiera corta di Montemurlo - appena la commissione sceglie un prodotto, noi lo prendiamo e lo inseriamo nel catalogo. E anche in questo caso non si può lasciar nulla al caso - aggiunge - per questo abbiamo lavorato con attenzione ai materiali con cui viene realizzato il catalogo e, di conseguenza, al suo aspetto». Perchè sui natanti extralusso attraccati nei porti toscani anche la vista, non solo il palato, vuole la sua parte.
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