Il Tirreno

Prato

Tv Prato, arrivano tre nuovi soci

Barbara Burzi
Da sinistra, il vescovo Simoni, Rossi, Duradoni Cavicchi Ranaldo e monsignor Stancari
◗
Da sinistra, il vescovo Simoni, Rossi, Duradoni Cavicchi Ranaldo e monsignor Stancari

Cavicchi, Duradoni e Ranaldo hanno acquistato il 40%

2 MINUTI DI LETTURA





 PRATO. Si è presentata come la cordata di imprenditori che darà nuovo impulso all'emittente Tv Prato: Andrea Cavicchi (Furpile), Marco Duradoni (General Video) e Angelo Ranaldo (lanificio Pointex) fanno ingresso nella televisione locale. Ieri, in occasione della conferenza stampa, hanno spiegato quali sono gli intenti della nuova società.  All'ingresso di privati nell'emittente televisiva ha corrisposto un aumento del capitale sociele (250mila euro) e a sottoscrivere le quote sono stati oltre alla finanziaria facente capo alla diocesi (la Ope-fin) che ne mantiene il controllo con il 59%, i tre imprenditori, complessivamente con il 40%, e la Cap, già socia, con l'1%.  Il giornalista Gianni Rossi restarà alla guida della televisione locale come direttore di testata e presidente del consiglio di amministrazione. Andrea Cavicchi che, oltre a essere socio di un'azienda tessile del distretto ha avuto già un'esperienza nel mondo della comunicazione facendo l'editore di un sito di informazione, sarà il vicepresidente del neo consiglio di amminsitrazione del quale farà parte anche monsignor Carlo Stancari, vicario episcopale per la pastorale e le opere. «Il processo di rinnovamento di Tv Prato compie un passaggio importante aprendo la compagine societaria a tre imprenditori della città - ha commentato il direttore Gianni Rossi - Quest'operazione è frutto di un progetto voluto fortemente dalla diocesi per dare nuova forza all'emittente in vista di una sfida importante del futuro, come quella del digitale».  Dal canto suo, il vescovo Gastone Simoni, non ha negato le difficoltà con cui l'emittente si è dovuta confrontare dal 1977 a oggi. «Nonostante i problemi economici - ha detto - la chiesa ha voluto mantenere in vita questa televisione affinché attraverso i mezzi di informazione potesse continuare a trasferire la sua visione cristiana del mondo. Sono convinto che rinnovandosi l'emittente potrà svolgere meglio anche il suo compito e raggiungere i suoi obiettivi, tuttavia, non è nostra intenzione riempire la programmazione di prediche e contenuti religiosi».  Tra gli altri obiettivi, infatti, c'è necessariamente quello di «far quadrare i conti della società», come ha ricordato l'imprenditore Ranaldo. Per Duradoni si tratta di «una sfida non facile» che però, la televisione locale ha tutte le caratteristiche che per poterla affrontare al meglio, in quanto «offre un'informazione del territorio di cui c'è grande necessità».  Grande entusiasmo anche da parte di Cavicchi, che ha detto di gurdare a quest'iniziativa come un'occasione interessante per dare «nuovo impulso all'emittente della città» e «con una logica imprenditoriale».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa