La manifestazione
«Progetto vago e molto rischioso»
Ferrari, presidente dei confezionisti Uip, conferma i dubbi sul centro italo-cinese
2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Centro sino-pratese, l'Uip conferma tutti i dubbi. Questa volta a interrogarsi è il comparto delle confezioni: «Perchè stando a quanto emerso dalla missione in Cina - spiega Uip - incentrata su strutture legate all'abbigliamento, sarebbe proprio questo il comparto più direttamente coinvolto». «Un commento in realtà è molto difficile perché navighiamo nella totale indeterminatezza - commenta Stefano Ferrari, presidente della sezione Confezionisti e maglifici dell'Unione Industriale Pratese - Questo centro di ricerca non è stato richiesto da nessuno del mondo imprenditoriale e men che meno dal nostro comparto. Ad oggi non si riesce a capire quali possano esserne i contenuti, che comunque ben difficilmente potrebbero essere di sinergia con realtà dequalificate come quelle che sono state mostrate alla missione in Cina». «Una cosa è certa - prosegue - si levano voci sempre più allarmate sulla tendenza degli operatori cinesi a impadronirsi di competenze di imprese estere, o con atteggiamenti palesemente predatori o, più recentemente, lavorando sul versante delle partnership. In una realtà di Pmi come il distretto pratese sarebbero difficili subentri nel capitale sociale delle imprese: chissà che i ventilati investimenti nel centro non siano un modo diverso per arrivare all'obiettivo». «Se fosse così - continua - sarebbe molto grave: quello che sappiamo fare è il frutto di esperienze e competenze maturate in decenni. Guai a mettere a repentaglio tutto questo. Tuttavia - conclude - la vaghezza di questo progetto è tale che ad oggi è difficile persino allarmarsi: da parte nostra può levarsi solo un ammonimento a non commettere leggerezze su un campo che è oggi davvero minato».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google