Il dolore
Omicidio di Pratilia: luomo ha assistito alla lite per futili motivi prima del pestaggio mortale
Un supertestimone ha inchiodato i killer
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PRATO. C'è un supertestimone all'origine dell'indagine dei carabinieri che venerdì mattina ha portato in carcere tre rumeni con l'accusa di aver ucciso a botte, lo scorso 3 giugno sul tetto dell'ex parcheggio di Pratilia, il marocchino Abdelkebir Tayaa. Non è stata dunque l'immagine della targa di un'utilitaria, ripresa da una telecamera di sorveglianza, l'elemento decisivo per la svolta nelle indagini, quello che per ora inchioda Adrian Neculaes e Iulian Martinas, ritenuti gli autori dell'aggressione mortale, e Andrei Szavuy, accusato di favoreggiamento (i nomi fino a ieri sono stati tenuti riservati). Prima ancora di quell'immagine ci sono le dichiarazioni di una persona che ha assistito al litigio tra i due rumeni e il marocchino davanti a un chiosco che vende panini. I tre sarebbero stati separati e il marocchino si è allontanato in direzione dell'ex parcheggio, seguito quasi subito da Neculaes e Martinas. I due sarebbero ripassati davanti al chiosco un quarto d'ora più tardi, il tempo di ammazzare di botte il marocchino. Il supertestimone avrebbe poi riconosciuto il terzo rumeno, quello che ha dato un passaggio agli altri due. E di lì sono partite le indagini. Oggi il gip Liguori interrogherà alla Dogaia i tre arrestati, assistiti dagli avvocati Tommaso Magni, William Dispoto e Giovanni Renna. P.N.
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