Sicurezza
PRATO. C'è una svolta, forse decisiva, nella discussione che dovrebbe ...
Barbara Burzi
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Roberto Cenni 3 MINUTI DI LETTURA
PRATO. C'è una svolta, forse decisiva, nella discussione che dovrebbe portare quanto prima, istituzioni e categorie economiche, a prendere una decisione sul centro di ricerca italo-cinese a cui sta lavorando la Regione e che dovrebbe essere realizzato a Prato. Ieri è arrivato il via libera dal sindaco-imprenditore Roberto Cenni, che nell'ambito dell'assemblea annuale organizzata dalla Cna, ha dato l'ok alla creazione del centro ponendo, tuttavia, delle condizioni. «Dico di sì purché si faccia in modo che le innovazioni frutto della ricerca - ha dichiarato - siano messe in produzione delle aziende del distretto: credo che riuscendo a vincolare l'accordo in questo modo, si eliminerebbe anche qualche timore». Timori che il sindaco condivide, in quanto «l'insieme di tante piccole innovazioni, legate per lo più alla lavorazione del tessuto - ha sottolineato - costituisce quel patrimonio di conoscenze che fa sì che Prato possa giocare ancora un ruolo importante all'interno della filiera». Resta ancora qualche perplessità, ma sul piatto della bilancia i venti milioni che la Cina sarebbe disposta a investire su Prato hanno pesato più del parere negativo dell'associazione degli industriali. «Le condizioni poste dal sindaco Cenni per una ricaduta sul territorio delle produzioni mi sembrano legittime - ha replicato il presidente Rossi - Oggi è stato fatto un passo avanti importante verso la costituzione del centro di ricerca tessile, su cui la Regione ha firmato nei giorni scorsi in Cina un accordo con il ministro della più grande potenza mondiale. Ora occorre mettersi attorno a un tavolo, scrivere un progetto, un regolamento e aprire su questo una trattativa. Del resto affittiamo capannoni ai cinesi, apriamo centri commerciali dove possono vendere le loro merci e non dovremmo permettere loro di collaborare sulla ricerca? Rifiutare - ha chiosato - sarebbe una sciocchezza». A questo punto la Regione è intenzionata ad andare avanti con o senza il parere positivo dell'Unione industriale. Se finora il sindaco di Prato non aveva espresso una posizione chiara riguardo al centro, con la partecipazione alla tavola rotonda, intitolata "Il nostro futuro non è dietro le spalle", ha colto l'occasione per lanciare alla Regione anche altri input. Rivedere il piano strutturale. Quando si parla di attrarre investimenti sul territorio, Cenni non ha dubbi: «La domanda da parte di grandi imprese esiste - ha dichiarato - ma Prato non è in grado di dare una risposta: ci sono richieste da parte di gruppi che chiedono strutture di 40-70mila metri quadrati e la città è nelle condizioni di offrire solo lotti di terreno da un massimo di 15mila metri. Se vogliamo sfruttare queste opportunità, bisognerà che la Regione consenta di modificare il piano strutturale». Un expo in centro. La proposta di Cenni muove dalla considerazione che dentro le mura si contano circa 500 negozi sfitti. «Se riuscissimo a recuperarne un centinaio da mettere a disposizione del mondo produttivo per farci un expo permanente di prodotti locali - ha detto il sindaco - sarebbe un'attrattiva vincente e un modo per intercettare finanziamenti». Riqualificare il macrolotto. Tra i progetti che prevedono il coinvolgimento della Regione, Cenni ha proposto la riqualificazione dei quartieri degradati («il macrolotto zero»), l'allungamento della filiera verso la distribuzione e di finanziare il raddoppio della declassata nel tratto di strozzatura del Soccorso. Un decreto speciale sull'immigrazione. Un territorio è appetibile anche in relazione alla capacità di rendere efficaci le condizioni di legalità. «Penso che Prato meriti una legge speciale in materia di immigrazione - ha dichiarato il governatore Rossi - per questo, ho chiesto al ministro Maroni un incontro per discutere l'apertura di un tavolo nazionale insieme ai Comuni, la Provincia e la Regione».
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