Pancrazi pianta altre 4000 viti di pinot nero
Riccardo Tempestini
Un investimento da 50mila euro che produrrà i frutti nel 2014
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MONTEMURLO. "Vigna dello sbaglio", annata 2014. Fra tre anni sarà in bottiglia il "nuovo" Pinot nero Villa di Bagnolo vinificato sullo storico ettaro di terreno dove tanti anni fa furono impiantate, per un banale errore, le barbatelle francesi invece che il nostro sangiovese. I vecchi filari di viti lungo la vecchia Montalese erano oramai improduttive e così 2 anni fa furono tolte. Ma il marchese Vittorio Pancrazi decise di non lasciare crescere l'erba su quell'appezzamento di terreno a cui tiene molto perché lì è "nato" il pinot nero di Bagnolo, oramai famoso e apprezzato sulle tavole di tutto il mondo. Ieri mattina ecco l'invito a visitare i lavori per eliminare l'eccesso di umidità dal terreno, grazie a 4 canalizzazioni per eliminare il ristagno dell' acqua, a cui segue la "rippatura", ovvero fare i buchi per i filari di vite, dove l'anno prossimo verranno piantati i 4.000 cloni di pinot nero comprati naturalmente in Borgogna dall'enologo Niccolò D'Afflitto. Un'operazione non semplice quindi per rendere il terreno ancora più adatto a vinificare, tra l'altro anche costosa perché l'investimento totale si aggira sui 50mila euro per una "resa" stimata in circa 4-5 mila bottiglie del nuovo cru. Insomma, nella nostra Toscana c'è chi toglie le vigne e chi invece, nonostante l'età, investe nel vino di qualità, ma solo "per "amore" verso la sua terra, a cui dedica gran parte della sua giornata, spesso per risolvere problemi seri come l'inesauribile passione degli ungulati verso i germogli della vite, che ha causato spesso danni irreparabili nonostante le reti e i fili elettrici a basso voltaggio. Per fortuna quest'anno le alte temperature hanno spinto gli animali verso pascoli più alti del Monteferrato. Ogni giorno accanto al marchese c'è Fabio, il fattore di Bagnolo da 15 anni, che ci accompagna in cantina dove riposa l'annata 2009, già imbottigliata, mentre arriva sul mercato l'annata 2008, ottima per l'enologo che ha deciso di mettere in commercio anche la riserva Baragazza. Quasi esaurito il 2007, mentre restano poche bottiglie del rosato 2010, richiestissimo in questo periodo estivo, da abbinare fresco ai piatti meno impegnativi, pesce e salumi. Proprio ieri mattina è arrivato a Bagnolo un grossista slovacco, deciso a portare i nostri vini nell'Europa centrale, mentre continua il successo del pinot montemurlese in Russia e in Cina, dove vogliono bere solo vini di grande qualità, anche se più cari. Ancora un' annata no invece per l'olio, di qualità eccelsa come sempre, come certificato dai premi conquistati anche quest'anno ad "Oleum nostrum", ma purtroppo c'è troppa offerta e domanda insufficiente, nonostante che l'olio della tenuta di Bagnolo sia in vendita a 7 euro il litro, grazie al frantoio di proprietà a Calenzano. Ma ora il marchese Pancrazi pensa solo alla Vigna dello "sbaglio", al Pinot nero cru 2014.
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