Il Tirreno

Prato

La pieve ha un tetto nuovo restaurata anche la cupola Presto l'inaugurazione

Alessandro Pattume
Un’immagine dell’interno dell’antica Pieve della Rocca durante l’intervento di restauro del tetto, delle travi e della cupola con gli affreschi.
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Un’immagine dell’interno dell’antica Pieve della Rocca durante l’intervento di restauro del tetto, delle travi e della cupola con gli affreschi.

Lavori quasi completati, ora tocca al campanile E già 15 coppie hanno chiesto di sposarsi nella chiesa

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MONTEMURLO. «La nostra speranza è di inaugurare la Pieve di San Giovanni Decollato nei primi giorni di settembre». Queste le parole con cui don Maurizio commenta i lavori di restauro alla pieve della Rocca.  Intanto ieri mattina, il tetto della pieve danneggiato dall'usura del tempo è tornato agli antichi splendori dopo un restauro in cui sono stati impiegati solo materiali bio compatibili. Un lavoro complesso, quello portato avanti dalla Berni Costruzioni srl che si occupa dei lavori. «Quando siamo saliti per saggiare la solidità delle travi abbiamo scoperto che stavano su per miracolo - racconta Stefano Berni, titolare dell'azienda - per questo abbiamo dovuto sostituire completamente le tre travi principali». Tornata in tutto il suo splendore anche la cupola dell'altare, dove si nascondono gli affreschi più belli della pieve. Presto sarà possibile vederli. «Siamo in attesa dei contributi della Cei - spiega don Maurizio - che aggiungendosi a quelli del Comune (54.000 euro ndr) alla fine dovrebbero bastare. Ma la generosità dei parrocchiani è sempre ben accetta». La cifra necessaria al restauro della pieve di San Giovanni Decollato si aggira intorno al mezzo milione di euro, cui anche il comitato della festa dell'olio ha contribuito con più di 20.000 euro.  Adesso, i lavori si spostano sul campanile da dove in lontananza s'intravede pure il Duomo di Firenze. Un consolidamento, quello della torre campanaria di una struttura risalente all'anno 1000 circa, che si presenta molto complesso e delicato. «Dobbiamo tirar giù le tre campane da 12 quintali l'una e poi procedere a piccoli passi nel consolidamento - spiega infatti Stefano Berni - un lavoro delicato, con qualche incognita di cui ci renderemo conto solo procedendo con il restauro».  Un campanile dalla vista mozzafiato che ha rischiato, appena un anno e mezzo fa, di crollare sotto il fulmine che ne colpì la cima. E mentre i montemurlesi fanno a gara per prenotare i matrimoni nella restaurata pieve della Rocca - sarebbero infatti già una quindicina - don Maurizio pensa già alle attività che la parrocchia vi potrà tornare a svolgere in futuro. «Diventerà il luogo deputato ai gruppi di preghiera o alle attività estive dei bambini - spiega - ma la mia idea è quella di ripristinarvi una messa. D'estate sicuramente, la domenica sera».

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