Il Tirreno

Prato

L’allarme del Centro per i diritti del malato, ma il direttore generale Cravedi nega

«Artrite? Ripassi tra un anno»

Carlandrea Poli
«Artrite? Ripassi tra un anno»

Liste d'attesa di mesi e mesi per le visite specialistiche

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«Una visita per quel problemino di artrite? Torni l'anno prossimo». Reumatologia sarà pure un caso limite coi suoi 388 giorni necessari per accedere ad una visita medica, ma che dire dei 262 giorni - più di 9 mesi - di attesa per parlare con un medico dell'ospedale dei propri dolori ai reni o dei 127 giorni prima dei quali nessuno specialista controlla l'insorgenza di malattie ai polmoni? Non che le cose vadano meglio alle mamme che vogliono far visitare il loro bambino alto sotto la media. Per loro l'attesa è di 4 mesi, centoventidue giorni nei quali il pensiero - se il portafoglio lo permette - spinge spesso a rivolgersi ad un pediatra privato. Ma loro possono ritenersi fortunate. Peggio va, almeno ad ascoltare la ricostruzione del presidente del "Centro per i diritti del malato" Fabio Baldi, a chi deve sottoporsi a un intervento chirurgico alla prostata. In questo caso si aspetta un anno. Naturale l'esito: chi può si arrangia pagando un libero professionista passando sopra ai fiumi di discorsi retorici sulla sanità pubblica uguale per tutti. Tanto da far gridare, per usare un eufemismo, all'insoddisfazione totale dei cittadini. «Sono affermazione gratuite - ribatte con tono perentorio il direttore generale di Asl, Bruno Cravedi - Noi trattiamo le emergenze nelle 24-48 ore. Inoltre, rispettiamo le delibere regionali che ci chiedono di fare alcune visite entro 15 giorni e determinate prestazioni diagnostiche entro 30 giorni». È davvero così? Diciamo che la realtà si allontana un tantino dalla difesa di Cravedi. Per le visite solo ginecologia e chirurgia hanno uno scostamento, per giunta, minimo: 17 giorni contro i 15 fissati dalla direttiva regionale. La situazione diventa fuori controllo nella diagnostica. Per i vari esami radiografici si va da un minimo di 45 ad un massimo di 65 giorni. Ma non doveva essere un mese il tempo massimo fissato dalla Regione? Sì, ciao. A Prato non viene rispettato. Il bollino verde di qualità tocca soltanto ai raggi all'apparato digerente o dell'intestino crasso, con 8 giorni di lista d'attesa. «In nefrologia e per la colonscopia sono state persino bloccate le liste per scongiurare ulteriori allungamenti» aggiunge allarmato Baldi. Il direttore di Asl nega, ma prova a recapitare un messaggio di speranza. «La situazione migliorerà con un decreto ministeriale che introdurrà l'organizzazione delle liste d'attesa secondo i codici, seguendo l'esempio di quanto avviene al pronto soccorso». Per Baldi non deve essere fatto un processo a Cravedi e neppure a Prato, perché i problemi sono comuni a molte altre realtà. E, oltre ai tempi inaccettabili per le visite, richiama l'attenzione sulla necessità di un chirurgo plastico negli interventi per carcinoma mammario e della radioterapia contestuale all'intervento. «Il chirurgo plastico c'è e si chiama Gabriella Picchi - replica Cravedi - La scelta della radioterapia spetta al team medico e non a Baldi».

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di Redazione Pisa