Il Tirreno

Prato

L’esito dell’azione di reponsabilità avviato dai soci della partecipata del Comune contro l’ex amministratore unico

Super multa per l'ex manager Sori

Carlandrea Poli
L’ex amministratore unico di Sori Mario Pazzaglia
◗
L’ex amministratore unico di Sori Mario Pazzaglia

Mario Pazzaglia condannato dal tribunale a pagare oltre 400mila euro

3 MINUTI DI LETTURA





 PRATO. Il collegio civile del tribunale condanna l'ex amministratore unico Sori, Mario Pazzaglia a liquidare 394.000 euro di danni in favore della società, ai quali vanno aggiunti 17.000 euro per le spese legali. La decisione arriva in una contesa annosa tra i soci di Sori e il loro ex manager contro cui è partita l'azione di responsabilità.  Contro il dispositivo Pazzaglia potrà fin da ora chiedere una sospensione dell'immediata esecuzione del risarcimento e ricorrere in appello sul merito. L'entità cospicua del danno accertato va in qualche modo a collimare con la ricostruzione offerta dalla perizia - la consulenza tecnica d'ufficio - depositata in tribunale. Secondo il perito il danno della gestione di Pazzaglia di Sori era così quantificabile: 280.000 euro per aver omesso il monitoraggio dei costi e il conseguente sforamento fra budget e costi per il personale; i 113.000 euro di perdita del consuntivo 2005, che sarebbero attribuibili alla mancata presentazione del bilancio preventivo e del piano delle attività; 2.280 euro per aver stipulato due contratti d'affitto senza autorizzazione dell'assemblea o dello statuto della società per le trasferte. I danni verificati dal perito, dunque, toccano quota 396.000 euro. La sentenza è stata più benevola e si è fermata a 394.000.  L'ossatura della perizia sarebbe confermata anche se ancora non si conoscono i dettagli riconosciuti validi dal collegio giudicante. Dietro lo strascico giudiziario riemerge dal passato l'ombra della gestione di Pazzaglia nei primi anni di vita di Sori. La società di riscossione tributi, costituita nel 2002, lo vede amministratore unico nella sua prima età, piena di turbolenze. La stagione Pazzaglia si lega specialmente al sostanziale raddoppio del personale, passando dai 55 dipendenti iniziali ai 105 del 2005. Un monte stipendi che rischia letteralmente di soffocare in culla i primi respiri di Sori. Che - manco a dirlo - non macina utili, ma deve far fronte a un'onda di spesa impressionante. Tutto l'opposto di una gestione economicamente oculata. Quando se ne va sbattendo la porta con "dimissioni irrevocabili" nel luglio 2005 gli eredi trovano la sorpresa: 1,7 milioni di euro di deficit tendenziale, ridotto ad appena 170 mila euro nel mese di ottobre con un mezzo miracolo da un esperto di risanamenti aziendali, il commercialista Andrea Ferlito. Quest'ultimo deve lottare contro una gestione finanziaria degna di un crack. E come i grandi crack aziendali anche la Sori del 2005 offre delle perle inestimabili di sprechi.  Come le bollette trimestrali per i cinque cellulari intestati ad una sola persona. O l'incredibile disavventura di Prato Fiere - società controllata da Sori - chiusa dal solito Ferlito in tutta fretta per mettere fine ad una pagina di sprechi e debiti. Emblematica la ricostruzione dell'operato di Sori sull'invio dei bollettini: a fronte di 500 mila euro - mica uno scherzo - spesi ogni anno nelle banche dati buona parte dei moduli di pagamento per l'Ici vengono annullati. La spiegazione? Erano sbagliati, perché con buona pace della mastodontica presenza di personale non si era trovato nessuno per compiere un semplice aggiornamento delle banche dati.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa