Il Tirreno

Prato

Accanto al corpo sono accorsi i familiari. La disperazione della sorella: «Muoviti, muoviti»

Muore sul colpo dopo lo schianto

Alessandro Pattume
La disperazione dei parenti accanto al corpo di Tavano
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La disperazione dei parenti accanto al corpo di Tavano

Luigi Tavano, 36 anni, guidava una Ducati che si è scontrata con una 500

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 MONTEMURLO. Chi ha cercato di soccorrerlo, subito dopo lo scontro con una 500 grigia che ha bloccato per ore via Udine, dice che per Luigi Tavano non c'era più niente da fare. Col casco ancora allacciato, riverso sull'asfalto accanto alla sua Ducati rossa, «ha fatto due sospironi e non si è più mosso». Così racconta Marco, con gli occhi lucidi. Luigi Tavano, 36 anni, era il titolare della termoidraulica "Europiù". Viveva a Fornacelle con moglie e due bambini.  Gli abitanti e i negozianti di via Udine raccontano uno schianto improvviso e tremendo, intorno alle 18 di ieri, e lo stridìo delle gomme. Sulla strada, la Ducati rossa di Tavano, col muso distrutto che punta villa Giamari, e una Cinquecento grigia, la fiancata destra ammaccata e l'airbag esploso, ferma di traverso proprio nel punto in cui s'incontrano via Vercelli e via Udine. Insieme ai vigili urbani, ai carabinieri e alle ambulanze, arrivano sul marciapiede anche i curiosi. E' da loro che partono le prime telefonate, che c'è stato un incidente tremendo in via Udine, tra un'auto grigia e una Ducati rossa e che il motociclista è in terra, senza vita.  La notizia corre veloce e ben presto arrivano in tanti: amici, conoscenti e soprattutto i parenti.  Sono attimi di disperazione e di rabbia che anche la municipale, con l'aiuto dei carabinieri, fatica a contenere. Si corre a delimitare la zona, a tenere il più possibile lontano i curiosi. Arriva la donna che viene indicata come la sorella di Tavano.  S'inginocchia accanto alla Ducati, «Muoviti! - urla al lenzuolo bianco che ha davanti - muoviti! Cosa abbiamo fatto di male?».  Intorno, più di cento persone assistono incredule con la mano sulla bocca. «Ho sentito un botto agghiacciante» si sente dire tra la folla. «Hanno tentato di rianimarlo a lungo» gli fa eco qualcun altro. C'è anche chi sostiene, però, che l'ambulanza sia arrivata dopo più di dieci minuti e che per tentare di intubarlo di minuti ne siano passati addirittura venti.  Finalmente, si stendono i teli bianchi, la municipale fa allontanare tutti e il corpo di Luigi Tavano viene portato via. La folla non se ne va.  La donna che prima era inginocchiata accanto al corpo continua a urlare, mentre i familiari cercano di calmarla e di tenerla lontana dagli operatori. «Chi è stato? - grida - lo voglio vedere in galera». Si sentirà male poco dopo e verrà trasportata al "Misericordia e Dolce" da una delle ambulanze della Misericordia di Montemurlo.  Tra la folla c'è chi sostiene che la Ducati di Tavano provenisse da villa Giamari e che la Cinquecento grigia, guidata da una donna di 36 anni, volesse girare in via Vercelli. Sull'asfalto non ci sono tracce di frenata.  «Quello stridìo delle gomme credo sia dovuto all'auto che ha fatto testacoda» racconta Marco, uno dei primi a soccorrere Tavano. Sulla dinamica, comunque, lavorano i carabinieri e la municipale. «In terra c'era un pacchetto di pasticche per freni - racconta un altro - forse era appena stato dal meccanico in cima alla strada».

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