Finanza
Secondo il responsabile della Sicurezza urbana le aziende dichiarano limponibile ma poi non pagano
Milone: «L'evasione cinese è totale»
Eleonora Di Maggio
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Sotto lassessore Aldo Milone Di fianco controlli in una ditta cinese della squadra interforze L'assessore presenta numeri scioccanti: cento confezioni non versano niente
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PRATO. Cento su cento i confezionisti cinesi non in regola con il fisco: è questo il dato scioccante riferito dall'assessore alla Sicurezza urbana Aldo Milone, che lo ha ricavato da un monitoraggio fiscale effettuato dall'assessorato insieme all'Agenzia delle entrate su un campione di cento aziende e presentato ieri mattina in occasione del bilancio sull'attività della squadra interforze. Dai risultati della verifica, sembra che una vera e propria tecnica evasiva si sia diffusa a macchia d'olio nelle piccole confezioni gestite da cinesi: in pratica non versano un soldo sull'imponibile Irpef che spetta allo Stato. L'imponibile per l'addizionale regionale Irpef viene sempre dichiarato, a volte anche per cifre consistenti. Di quello comunale invece, non c'è traccia neppure sulla carta. Ma quando si tratta di pagare, i soldi non arrivano all'Agenzia delle entrate, né per quanto riguarda l'Irpef statale, né per le addizionali comunale e regionale. Se confermati, sarebbero dati da record mondiale di evasione fiscale. «E' inammissibile che le aziende gestite da orientali non paghino un euro al Comune e che usufruiscano di servizi e strutture pubbliche. Si profila un danno gravissimo per gli enti locali, chiamati già ad affrontare i pesanti tagli che si annunciano con la "finanziaria di sangue" che il governo ci sta presentando e che li obbliga a reperire altrove risorse preziose. Questo è un saccheggio della città». Milone intende portare avanti le verifiche, che nel prossimo futuro riguarderanno altre 450 confezioni e molti esercizi commerciali, ma spiega anche come l'attività di recupero da parte dell'Agenzia delle entrate nei confronti delle aziende cinesi inadempienti sia difficile e spesso porti a un vicolo cieco, perché molto di frequente i titolari delle imprese si rendono irreperibili oppure non posseggono beni immobili intestati su cui il fisco si possa rivalere con istanza cautelare. L'unico flusso di denaro a entrare nelle casse del Comune proviene da quella che ormai l'assessore considera una "tassa indiretta": i pagamenti per il dissequestro dei macchinari, versati nei primi sei mesi del 2011 per un ammontare di 197mila euro, contro i 228mila dell'intero 2010. «La risposta che vorrei dare, dato che recentemente il Pd, l'Italia dei Valori, un po' tutta la sinistra e anche il presidente della Regione Rossi hanno definito l'imprenditoria cinese una risorsa importante per Prato - afferma Milone - è che se deve essere questa la "risorsa" di cui parlano, ne facciamo volentieri a meno, e saremmo più che felici di condividerla con gli altri comuni toscani. Credo che questa città l'abbia sfruttata già più che abbastanza». Oltre l'ironia però, l'assessore pensa già a una possibile soluzione del problema. «Non deve essere rinnovato il permesso di soggiorno agli stranieri che non risultano in regola con il pagamento di tasse e tributi», è questa la forte proposta che intende avanzare al Tavolo per la Sicurezza. Non arrivano tuttavia solo cattive notizie: assieme all'esito del monitoraggio, ieri mattina Milone ha presentato anche i risultati della lotta all'illegalità e alla concorrenza sleale del Gruppo Interforze e della polizia municipale. I dati comunicati evidenziano il mantenimento del trend 2010 nei primi sei mesi di quest'anno: al 13 luglio le imprese controllate sono 164, con violazioni penali riscontrate in 137 e irregolarità edilizie, dormitori, soppalchi e cucine non a norma in 115, cui sono stati sequestrati gli immobili. I sequestri di macchinari sono stati 135 contro i 263 del 2010. La polizia municipale è stata inoltre impegnata in altre e nuove attività, tra cui le verifiche contro l'errata etichettatura dei prodotti tessili e il presidio antiprostituzione svolto in via Matteotti, ma anche i controlli effettuati nella zona del Soccorso e quelli contro l'abusivismo nei mercati settimanali rionali.
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