Il Tirreno

Prato

Killer incastrati da una telecamera

Paolo Nencioni
I rilievi dei carabinieri sul luogo dell’omicidio, lo scorso 3 giugno
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I rilievi dei carabinieri sul luogo dell’omicidio, lo scorso 3 giugno

Svolta nelle indagini sull'omicidio di Pratilia: in carcere tre rumeni

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 PRATO. Sembrava un caso praticamente insolubile, e invece nel giro di poco più di un mese i carabinieri hanno individuato i presunti responsabili dell'omicidio di Adelkebir Tayaa, marocchino di 45 anni ammazzato di botte sulla copertura dell'ex parcheggio di Pratilia, in via 25 Aprile: sono tre rumeni, due esecutori materiali e un favoreggiatore.  Da ieri hanno un nome per gli inquirenti ma non per il resto della città, su disposizione del procuratore capo Piero Tony che si limita alle iniziali e alle età: 25, 26 e 27 anni.  Un caso quasi insolubile, si diceva, perché sembrava che gli assassini non avessero lasciato tracce. Una piccola, quasi insignificante, però l'hanno lasciata e quella è bastata ai carabinieri per dare un'indirizzo alle indagini e alla fine raccogliere le prove che potrebbero inchiodare i killer. Gli investigatori sono partiti dall'ora della morte, stimata dal medico legale Brunero Begliomini intorno all'1,30 della notte tra il 2 e il 3 giugno. C'è una telecamera in via Fiorentina che ha ripreso circa 30 auto in transito in orari compatibili. Tra queste un'utilitaria intestata a un rumeno con alcune persone a bordo. Il telefono del proprietario dell'auto è stato messo sotto controllo e per qualche giorno non è servito a niente, parlava del più e del meno. Poi finalmente è arrivata la chiamata di un altro rumeno che ha parlato dell'omicidio del marocchino dicendo di aver spento per qualche giorno il suo cellulare, così come aveva fatto un amico. Gli intercettatori hanno drizzato le orecchie e ascoltando altre conversazioni hanno cominciato a intuire che il brutale pestaggio è arrivato al culmine di una lite per futili motivi. Il marocchino sarebbe stato inseguito fino al parcheggio e lì picchiato a mani nude fino alla morte. I controlli sui cellulari dei due presunti esecutori materiali hanno dato un'altra conferma: i telefonini agganciano la cella di via 25 Aprile all'ora della morte.  Da ieri mattina i tre sono alla Dogaia e oggi verranno sentiti dal giudice per le indagini preliminari.

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