Sicurezza
Ai capi realizzati con le stoffe di Paola Textile, votata al fotovoltaico, vengono già applicate le etichette
Vestiti "realizzati" con energia solare
Alessandro Pattume
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Lazienda di Montemurlo e sotto il titolare Gianfranco Fiaschi L'appello del titolare: «Uniamoci e certifichiamo il distretto verde»
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MONTEMURLO. "Tessuto con energia solare". Sono le etichette applicate ai capi realizzati con i tessuti fatti a Montemurlo. O almeno a quelli realizzati alla Paola Textile, dove si sogna una filiera verde con la quale riconquistare il mondo. Gianfranco Fiaschi, amministratore unico della Paola Textile, è uno che nelle rinnovabili crede da sempre. Nel 2007 l'azienda ha rinnovato i propri macchinari virando in modo deciso sul fotovoltaico. Alle frotte di imprenditori che si presentavano alla sua porta per capire cosa avesse montato sul tetto, Fiaschi è arrivato a consegnare addirittura una brochure. Costi e ritorni illustrati dell'operazione fotovoltaico, tutto nero su bianco, «per far capire quanto sia conveniente e come non sia più possibile ignorarlo - spiega - anche perchè sui mercati stranieri comincia ad avere un appeal fortissimo». E da qui alla prospettiva di una filiera verde certificata, tutta pratese, il passo è breve. «Adesso - è infatti convinto Gianfranco Fiaschi - ci possono essere davvero le condizioni per rilanciare il distretto». Etichette verdi. Sono quattro o cinque clienti che si servono in modo esclusivo della Paola Textile. Tedeschi, inglesi e americani. «Non posso fare nomi ma solo raccontare come funziona - comincia Fiaschi - alle linee prodotte con i nostri tessuti, realizzati a loro volta con energia pulita, viene applicata l'etichetta "fatto con energia solare". Su certi mercati c'è un'attenzione particolare per come vengono prodotti i tessuti e questa è una cosa da non sottovalutare. Anche in Italia, dove di solito conta solo il prezzo di vendita - aggiunge - esistono aziende che fanno così. Solo che ognuna crea il proprio marchio, e alla fine non ne viene fuori niente». Già, perchè la strada "verde" che Fiaschi intravede per i tessuti pratesi porta a qualcosa di più strutturato delle sparute iniziative di qualche azienda. "Green" made in Prato. Porta a un valore aggiunto, compreso e apprezzato da mercati diverso da quello italiano, che unisce l'esperienza e la qualità che storicamente accompagnano il prodotto pratese al "modo" con cui questo viene realizzato. Un modo "green", verde e pulito. Quello di Fiaschi è un vero e proprio appello. «Contiamoci, siamo decine e decine di aziende votate al fotovoltaico - dice - basta poco per immaginare cosa significhebbe avere tessiture, filature, imbozzimature, rifinizioni che sfruttano le energie alternative. Proviamo a chiederci cosa sarebbe un distretto "verde" supportato da una certificazione etica e d'impatto ambientale. Io penso - conclude - che sarebbe una panacea per tutti, visto che la crisi è tutt'altro che passata». Il cardato non conta più. Un altro punto delicato. «Forse il cardato non è più la cartina tornasole del benessere pratese - aggiunge l'amministratore unico di Paola Textile - occupa solo il 30 percento delle aziende e fino a marzo, quest'anno, di lavoro ce n'è stato parecchio. Poi però c'è stato un crollo verticale. Se si vuole ispirare il buonumore allora va bene, diciamo che la ripresa c'è - continua - ma se vogliamo davvero guardare le cose come stanno, allora bisogna dire che la crisi c'è e si fa sentire. Si fa talmente sentire che di questi tempi non sono ferme solo orditure, rifinizioni e tintorie - conclude Gianfranco Fiaschi - sono ferme anche le confezioni cinesi: tutto il programmato è fermo, bloccato».
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