Il Tirreno

Prato

Rete Imprese all'attacco, critiche al Comune

Maria Lardara
Aldo Lorenzi
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Aldo Lorenzi

«Che fine ha fatto il piano strutturale?». Dubbi anche sull'aeroporto

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 PRATO. In un solo colpo si sono tolti dalla scarpa una valanga di sassolini. E non poteva esserci occasione migliore per artigiani e commercianti, che il cambio di guardia alla segreteria di Rete Imprese Prato, frutto dell'aggregazione di Confartigianato, Cna, Confesercenti e Unione Commercianti. A coadiuvare d'ora in poi Luca Giusti, in sella alla presidenza di Rete Imprese, penserà il segretario di Confesercenti Aldo Lorenzi che ha raccolto il testimone da Fabio Mazzanti della Cna (il rinnovo delle cariche è semestrale). Ed esordisce subito chiedendo una scossa alle istituzioni che governano questa città. C'è una partita, quella del Piano strutturale, che le categorie economiche vogliono giocare non rimanendo in panchina. Idem per una serie di questioni "scottanti" come aeroporto, centro di ricerca italo-cinese, tavolo di distretto, progetti a sostegno delle imprese.  Piano strutturale: grande sconosciuto. Si erano lasciati a febbraio, con l'auspicio di un confronto allargato alle forze dell'economia. «Da allora a oggi non è partito nessun tavolo con le associazioni di categoria sul Piano strutturale. Ad oggi siamo in presenza di un fantasma, un grande sconosciuto in assenza del quale non possiamo misurarci con le scelte urbanistiche future di questo territorio. Basta rinvii, basta chiacchiere: entriamo nel merito degli elaborati che disegnano il futuro della città. Per questo - conclude il neosegretario di Rete Imprese - rinnoviamo l'invito all'assessore Cenni e al sindaco».  Prato in progress, ma i risultati? Loro ci puntano. Anche perchè dietro la ricerca "Prato in progress" curata dalla Camera di commercio spuntavano grandi nomi di docenti universitari come Enzo Rullani e Irene Tinagli: al di là di un elenco di 10 proposte contro la crisi presentate a suo tempo, secondo artigiani e commercianti, il progetto camerale non si è sviluppato al meglio. «O meglio, si è concretizzato in 80mila euro di spesa per incarichi esterni con i soldi delle imprese», incalza il presidente Giusti. C'è posto anche per una tirata d'orecchie al presidente della Cciaa Carlo Longo. «Lo sollecitiamo a un confronto sui contenuti di "Prato in Progress" - auspica Lorenzi -. O riusciamo a tirar fuori progetti, o difficilmente troveremo nuovi aiuti per il distretto».  Un tavolo senza gambe. Che negli ultimi mesi si sia arenato è sotto gli occhi delle categorie. Sul Tavolo di distretto alza la voce il presidente di Rete Imprese. «Non è stato capace di mettere in pratica l'unità d'intenti fra le forze economiche, tranne che per portare i 25 milioni d'euro del Governo». Certo, i progetti devono essere partoriti dalla testa degli imprenditori. «Ma per dare gambe a una progettualità - fa notare Giusti - dobbiamo agire in maniera condivisa, presentando progetti che vadano al di là della bottega».  Pista parallela, serve a Prato? Non si dichiarano nè a favore nè contro. Una domanda però se la pongono: «Di sicuro - dicono da Rete Imprese - dobbiamo evitare la competizione tra gli scali di Firenze e Pisa. Ma poi, quanto serve veramente per Prato? Arezzo è più svantaggiata per l'aeroporto lontano ma non mi sembra che abbia un reddito inferiore a Prato...».

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