Il Tirreno

Prato

Il parroco disse ad Agnolucci: «Apri un negozio a Poggio»

La gioielleria compie 40 anni fu don Ruggero a ispirare l'apertura

 Eleonora Barbieri
La famiglia Agnolucci
◗
La famiglia Agnolucci

3 MINUTI DI LETTURA





POGGIO A CAIANO. La Gioielleria Agnolucci festeggia 40 anni di attività. Un traguardo importante per una famiglia che, un passo alla volta, si è fatta un nome che ora è garanzia di qualità. Francesco, il capostipite, la moglie Tina, i figli Francesca, Simone e Gianluca. Con armonia e tanto impegno hanno messo in piedi un piccolo impero, punto di riferimento per chi cerca preziosi, orologi o argenteria. Il negozio, è noto a tutti, si trova in via Vittorio Emanuele. Da una piccola bottega di pochi metri quadrati, grazie a periodici ampliamenti, è diventato uno show room ampio e fornito che ha riqualificato quello scorcio di paese. Ma ciò che molti ignorano è il nome del vero deus ex machina che ha dato il via a questa avventura. Don Ruggero Risaliti, parrocco indimenticato di Poggio a Caiano. «Appena sposato - racconta Francesco Agnolucci - lavoravo a Iolo da mio cognato come orologiaio. Mia moglie Tina era dipendente della ditta Inverni e guadagnava 60.000 lire al mese. Don Ruggero mi dette da aggiustare un paio di orologi. Poi mi disse: «Bisogna che si apra un'attività del genere anche al Poggio». Ci pensai su, poi mi dissi che in fondo, se mia moglie fosse riuscita a vendere anche solo tre orologi al mese, avrebbe guadagnato di più di sessantamila lire e così, nel 1971, presi in affitto un piccolo locale (l'attuale ufficio) che fino a quel momento ospitava un barbiere, e aprii il negozio. Ricordo anche la prima vendita, un braccialetto da neonato con le palline rosse. Voglio rintracciare la cliente che non ho mai dimenticato. "Le vendite vanno a gonfie vele. Nel 1985 Agnolucci compra tutto il palazzo, amplia il negozio e il laboratorio. Arrivano i primi dipendenti, Roberta e Stefano che imparerà il mestiere di orologiaio da Francesco fino a diventare uno dei migliori della zona. Nel 1992 si abbatte anche sulla famiglia Agnolucci la tragedia dell'alluvione che danneggia pesantemente l'argentieria appena inaugurata, ma nessuno si perde d'animo e dopo neanche un mese l'attività riparte.  Arrivano due nuovi ampliamenti, nel 2000 e quello definitivo del 2009 che ha permesso di riunire la gioielleria con l'argenteria, prima dalla parte opposta della strada. I figli sono cresciuti nel negozio storico, hanno imparato il mestiere e poi hanno spiccato il volo. Gianluca, con Massari di Campi, ha aperto la catena di negozi il Giglio d'oro a I Gigli, Sesto e Prato. Simone si occupa del negozio Agnolucci di Signa e Francesca sta "alla base" insieme a babbo e mamma.  "Le abitudini e i gusti dei clienti - conclude Francesco - cambiano in continuazione, ma bisogna sapersi adeguare al periodo. Ora l'oro è alle stelle? Compriamo acciaio e argento. C'è la crisi? Qui si trova di tutto da 10 euro in su. L'importante è saper dare una risposta".

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web