Sicurezza
Gara sospesa, al Tar vince Consiag
Carlandrea Poli
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La sede del Consiag in via Panziera Il sindaco tra fermezza e dialogo: «Ma ricorreremo al Consiglio di Stato»
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PRATO. Al Consiag il primo turno delle carte bollate. Per il Tar è giusta la richiesta avanzata dai vertici di via Paronense di sospendere la gara del gas fortemente voluta dal Comune di Prato. Punita la "linea saccente" dell'assessore Filippo Bernocchi per dirla come Massimo Carlesi, il capogruppo del Pd. Roberto Cenni, però, non si scompone: «Vorrà dire che ricorreremo al Consiglio di Stato. Siamo fiduciosi, tenuto conto che due giorni fa una sentenza del Tar della Lombardia su una gara analoga ha rigettato la richiesta di sospensiva». Anche per il sindaco, ad ogni modo, è arrivato il momento di calcolare il danno. I termini della gara vengono rinviati al 30 ottobre ovvero a dopo la pronuncia di merito del Tar. E, soprattutto, le segreterie di partito tornano a scalpitare per imporre la loro linea politica su Consiag. C'è l'inedito trio composto da Fli, Udc e Lega - un terzo polo allargato - che domanda partecipazione alle trattative dopo essere stato scavalcato dal vertice Cenni-Bugetti. C'è il Pdl che ha una freccia in più al suo arco per mandare avanti un tavolo più o meno informale guidato dal coordinatore regionale, Massimo Parisi. Quest'ultimo è impegnato ad aprire spiragli col Pd per scambiare la poltrona della presidenza di Consiag a un politico molto vicino al leader pratese degli azzurri, Riccardo Mazzoni e un'apertura dell'amministrazione sul bando per il gas. E il sindaco? Fino a ieri sembrava destinato a far viaggiare due treni distinti trasportando nel primo tutti i propositi del dialogo condensati nel rinvio del consiglio comunale straordinario, sull'altro le armi per andare a una guerra mediatica. L'equilibrio trovato dopo la sentenza consiste nel marciare spedito sulla gara fino a quando non verranno riconosciuti i diritti di Prato nella governance di Consiag e di Estra. «La mia amministrazione, scegliendo il bando, ha fatto una scelta definitiva - spiega perentorio - Qualora Estra continuasse nel boicottaggio del Comune, rifiutandosi di fornire tutti i dati richiesti, vanificherebbe la sua stessa posizione nella gara. In altre parole potremmo escluderla». Beninteso, Cenni non ha riposto in un cassetto uno dei sogni della sua campagna elettorale. È ancora scolpita nella sua mente l'idea di fare di Consiag una grande multiutility toscana, ma alle sue condizioni. Non gli va per niente bene che Siena e Arezzo abbiano fatto manbassa dei posti di comando in Estra. «Non si può pensare di nominare l'ex sindaco di Castiglion Fiorentino, Brandi presidente - scandisce a muso duro - Forse sarà bravo e pieno di competenze, ma è sbagliato pensare di trasformare una società partecipata nel posto in cui si fa proseguire la carriera di un politico». Quasi una linea della fermezza per adombrare la fine delle trattative politiche. In realtà Cenni prosegue eccome la tessitura di un dialogo. «La discussione fra Consiag e Comune non si è mai interrotta», conferma. E per far capire che le sue non sono parole di circostanza le correda di una convinzione. «Non sono un sostenitore della privatizzazione delle partecipate, ma le aziende pubbliche devono funzionare con la stessa efficienza di una qualsiasi azienda presente sul mercato». Tornano, quindi, a rigor di logica anche i rumors che si rincorrono su un sindaco attivo per scalare, dopo l'apertura di Abati, la presidenza di Consiag e mettere l'uomo del Comune più impegnato nella guerra legale: il segretario generale Vincenzo Del Regno.
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