Sicurezza
La tesi difensiva dellarrestato
«Macché estorsione I soldi mi spettano»
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Davide Longo 1 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Il presunto estorsore sarebbe stato in realtà il socio di fatto nell'azienda edile e avrebbe preteso con la forza soldi che pensava gli spettassero di diritto. E' l'altra faccia della medaglia dell'indagine che martedì mattina ha portato all'arresto di quattro persone con le accuse di estorsione aggravata, rapina e lesioni. Secondo la tesi difensiva, Angelo Longo, cecinese di 40 anni, sarebbe stato socio di fatto nella ditta edile del coetaneo Marcello Alonzo. Non poteva apparire perché protestato e dunque sarebbe stato fatto figurare come dipendente. Per questo avrebbe percepito i soldi che ora Alonzo sostiene di essere stato costretto a versargli con la forza. La situazione sarebbe precipitata quando Alonzo manifestò la volontà di separarsi dal socio (lo dice lui stesso nelle carte dell'inchiesta) e l'altro pretese la liquidazione che lui non voleva concedergli. Per questo Angelo Longo avrebbe chiesto al fratello Davide, 36 anni, all'idraulico dipendente di Publiacqua Federico Boccardi, 33 anni, e all'albanese Altin Lepele, 23 anni, tutti residenti a Prato, di aiutarlo per recuperare il denaro a cui pensava di aver diritto. Una richiesta sfociata nel pestaggio, e questo nessuno lo nega. Oggi l'albanese Lepele, difeso da Gabriele Terranova, sarà sentito dal giudice per le indagini preliminari. P.N.
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