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Ripartiamo dalla produzione

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Vignolini: «Logistica e distribuzione non sono il futuro di Prato»

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PRATO. «Prato deve ripartire dalla produzione, altro che logistica e distribuzione». Le parole del vicepresidente di Confartigianato, Moreno Vignolini, fanno eco alle recenti dichiarazioni del presidente della Camera di Commercio Carlo Longo apparse sul Tirreno di domenica.  Parole che hanno pesato subito come macigni sulle coscienze degli artigiani del distretto. «Crediamo nelle nostre imprese e nei nostri prodotti - commenta Vignolini - anche se sono destinati ad essere copiati, nessuno potrà mai copiare il nostro patrimonio di competenze».  Il manifatturiero, secondo il vicepresidente di Confartigianato, non è finito. «Immaginare che Prato possa avere un futuro solo puntando sullo sviluppo della logistica e della distribuzione - continua - ritengo sia azzardato quanto lo fu a suo tempo pensare che il manifatturiero potesse riconvertirsi nel settore agricolo».  E' però sotto gli occhi di tutti il fatto che la produzione, in termini numerici, non sia più ai livelli di una volta. «La realtà produttiva che Longo ci mostra non ha più futuro qui da noi - dice - Ha ragione lui quando dice che nel 2000 Prato produceva 50 milioni di chilogrammi di ciniglia, mentre oggi appena un milione e mezzo. Però, noi siamo capaci di realizzare un altro tipo di prodotto, frutto del nostro patrimonio di competenze sulle quali dobbiamo continuare a puntare. Un assaggio di questo è andato in vetrina proprio la scorsa settimana a Pitti Immagine. Se il manifatturiero ci ha permesso di arrivare dove siamo oggi - continua - non vedo motivo per cui non dovremmo continuare a crederci, specie ora che i dati della congiuntura economica sono positivi per la prima volta dopo tanto tempo: addirittura, in certi comparti come quello della filatura, c'è una mancanza di capacità produttiva».  Da qui, secondo il vicepresidente degli artigiani, bisogna ripartire per rilanciare un distretto in crisi. Da un modello economico che «valorizzi i rapporti di subfornitura - afferma - e rimetta al centro la piccola impresa». All'interno di questa nuova logica imprenditoriale Vignolini rilancia con forza la sua idea di sviluppo futuro. «Credo che per risollevare l'economia locale - insiste - si debba puntare su un modello basato sulla proprietà familiare, la piccola dimensione delle imprese, l'attività manifatturiera e la forte vocazione imprenditoriale, tipica degli artigiani. Questi, in sintesi, gli elementi che caratterizzano da sempre il nostro distretto manifatturiero».  Se questa sarà la sfida del futuro, non manca la consapevolezza che, tuttavia, «un'alternativa andrà trovata». «Sono convinto però - conclude - che le considerazioni di Longo siano state dettate dalla condizione difficile che sta vivendo la sua azienda in Romania».

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