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Minacciata col fucile e costretta a fare sesso

Minacciata col fucile e costretta a fare sesso

Giovane cinese denuncia la banda e fa arrestare tre suoi connazionali che volevano farla prostituire

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PRATO. Una violenza in stile Arancia Meccanica nella Chinatown di Prato. Minacciandola con un fucile a canne mozze e delle pistole l'hanno costretta ad avere un rapporto sessuale con uno di loro, il capo della banda. Poi le hanno chiesto 30 mila euro minacciandola di pesanti ritorsioni. La vittima è una ragazza di origine cinese, 19 anni, che ha denunciato i suoi aguzzini, tre giovani connazionali. Il tutto era iniziato nel maggio scorso, quando la ragazza si era presentata dai carabinieri di Prato denunciando quanto successo. I tre, tra l'altro, chiedevano insistentemente il denaro alla vittima e, come alternativa, erano disposti a creare una società con la donna che avrebbe dovuto prostituirsi per loro.

La notte scorsa i militari li hanno rintracciati e arrestati per violenza sessuale, rapina ed estorsione in concorso. Tutto era iniziato una notte del maggio scorso. Il giorno dopo, convinta ad andare in ospedale dal fidanzato, i medici avevano riscontrato varie contusioni, bruciature di sigaretta sulle braccia e la conferma della violenza, dimettendola con una prognosi di 25 giorni. Dopo averle portato via 300 euro, i tre aguzzini le avevano chiesto altri 30 mila euro, minacciando di ritorsioni sia lei che il fidanzato se non avesse pagato. Per catturare i tre connazionali, i carabinieri hanno inscenato con la ragazza un finto pagamento della somma. Una trappola nella quale sono caduti i tre arrestati: un 21enne del Fujian, in Italia senza fissa dimora; un 28enne originario dello Zhejiang ma residente a Conegliano (Treviso) e un altro giovane di 21 anni, del Fujian, residente a Prato. Per loro, portati nel carcere di Prato, le accuse in concorso sono di violenza sessuale, rapina ed estorsione.

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