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Prato

Gestri sul direttore: «Lo rinominerei»

A destra, a partire da sinistra Gestri, Melighetti e Cecchi Sotto il coordinatore Pdl Mazzoni
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A destra, a partire da sinistra Gestri, Melighetti e Cecchi Sotto il coordinatore Pdl Mazzoni

Nessuna retromarcia dopo la richiesta di giudizio della Corte dei Conti

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PRATO. Saldo nelle proprie convizioni. E' il presidente della Provincia Lamberto Gestri. Che difende, come d'altronde ha sempre fatto, la scelta di nominare Giancarlo Cecchi, ex manager Fusi, direttore generale dell'ente a circa 200.000 euro lordi l'anno. «Rifarei quello che ho fatto - dice - perché sono certo di aver compiuto scelte che hanno fatto bene alla Provincia». E' l'altra faccia di una vicenda che imbarazza molto il partito del presidente e che si misura sul silenzio dei vertici Pd e che contrasta nettamente con il contenuto della notifica di chiusura delle indagini della procura generale della Corte dei Conti consegnato al presidente 24 ore fa. Esplicito il contenuto - lungo e articolato - secondo il quale il danno erariale all'ente c'è stato (sulla base delle indagini della guardia di finanza che ha bazzicato le stanze della Provincia numerose volte, ricostruendo i passaggi amministrativi nel dettaglio), perchè i titoli, ovvero la laurea, al nominato Giancarlo Cecchi, mancano. E quantifica la multa che potrà essere comminata, ma solo in sede di sentenza e in caso di condanna in 176.000 euro per il primo anno di contratto di Cecchi che è biennale, scadrà in maggio 2012, ma è rinnovabile. Il fatto è che i 176.000 euro dovranno essere sborsati di tasca dal presidente (al 50%, poco meno di 90.000 euro), dagli assessori che hanno firmato la delibera d'incarico nel maggio dell'anno scorso (30% per un totale di circa 11.000 euro ciascuno) e dal segretario generale per una quota del 30% pari a circa 30.000 euro. Ed è immaginabile che il clima in giunta non sia dei più sereni. Ieri mattina presto c'è stata una prima riunione informale nella stanza del presidente nella quale gli assessori hanno chiesto con forza di trovare una via d'uscita. Ma l'avevano già fatto, proprio un anno fa, per tentare di evitare la defenestrazione dell'allora assessore a Bilancio e Personale, Gabriella Melighetti, che alla nomina di Cecchi si era opposta a oltranza, senza evitare però il disastro politico: Melighetti vennne sfiduciata, la questione passò al partito che ci pensò un po' su ma poi dimenticò.  Difficile continuare, oggi, a fare finta di niente. Come affermano, per ora unici, gli autori dell'esposto da cui l'indagine è partita, Giovanni Luchetti, presidente Sori e Riccardo Bini, allora consigliere Pdl, oggi esponente Fli. Perché la vicenda Cecchi è una bomba innescata, ma a doppia carica: politica per gli effetti devastanti che, esplodendo, potrebbe avere in caso di condanna dell'ente. E pratica. Se, infatti, l'incarico a contratto del direttore generale dovesse proseguire fino a scadenza e se si arrivasse - come è possibile - a una sentenza di condanna, la multa raddoppierebbe: 234.000 euro, spicciolo più spicciolo meno, perchè il danno sarebbe proseguito anche nel 2012. Non le sembrano troppi, presidente? «Staremo a vedere, ma per fortuna siamo coperti dall'assicurazione».  Ma che Gestri non abbia voglia di fare retromarcia, che giudichi ancora oggi, la nomina di Cecchi risolutiva degli attriti fortissimi tra i dirigenti trovati all'insediamento della nuova giunta, si intuisce bene. «Sulla scelta del direttore generale - scrive in un comunicato - presenteremo le nostre controdeduzioni come ci chiede la notifica che invita l'amministrazione a depositarle entro 30 giorni. La procura ha portato a termine il suo lavoro, adesso tocca a noi dire le nostre ragioni e infine sarà il giudice a decidere». E ancora: «Sul percorso e sulla scelta abbiamo agito in coerenza con norme e regolamenti dell'ente. Del resto - conclude - attualmente coesistono interpretazioni diverse e sentenze opposte».

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