La manifestazione
Ecco l'assegno per le badanti
Eleonora Di Maggio
Ma il sostegno (fino a 500 euro) vale anche per l'assistenza familiare
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PRATO. «Per noi è d'obbligo privilegiare gli anziani in condizioni di salute più gravi, ma anche quelli più soli e fragili». Con queste parole l'assessore alla Salute Dante Mondanelli riassume il principio chiave del nuovo regolamento per l'assegnazione di contributi economici alle famiglie per l'assistenza agli anziani non autosufficienti. Parole d'ordine: omogeneità, diversificazione, trasparenza.
Entrato in vigore dal 1º luglio, il nuovo regolamento configura per la prima volta una normativa unica per tutti i comuni dell'area pratese, e si pone come una misura finalizzata a promuovere la domiciliarietà delle cure agli anziani e l'emersione dalla condizione di irregolarità del rapporto di lavoro dell'assistente familiare.
In particolare, l'Assegno di Cura sostiene quei nuclei che si avvalgono delle cosiddette badanti o che si assumono in proprio il carico assistenziale, attraverso la figura del "care giver". Le nuove direttive sanciscono la stesura entro un mese, da parte dell' Unità di Valutazione Multifunzionale, di una graduatoria di gravità che tenga in considerazione non soltanto le condizioni sanitarie dei soggetti, ma anche il loro contesto familiare e la presenza o meno di patologie concomitanti all'interno di quest'ultimo.
In linea con una politica di trasparenza, chi presenterà richiesta per avvalersi di questo contributo potrà controllare in ogni momento la propria posizione in graduatoria sul sito della Società della Salute. L'importo dell'assegno di cura sarà determinato in base al livello di isogravità individuato dall' Unità di valutazione, alla condizione economica del destinatario e alla tipologia di assistenza prescelta (badante o care giver). La cifra potrà variare da un minimo di 80 a un massimo di 500 euro, e si aggiungerà, senza sostituirli, agli eventuali ulteriori contributi già a disposizione del soggetto. La richiesta di valutazione potrà essere presentata presso il Punto Insieme di residenza dalla persona in condizione di bisogno, ma anche tramite segnalazione di parenti, del medico di famiglia o di altri operatori socio-sanitari.
Vengono definite inoltre, per la prima volta, le esatte finalità dell'erogazione dell'assegno, ovvero le precise mansioni che l'assistente dovrà svolgere quotidianamente, prevede periodici controlli domiciliari a campione e azioni di monitoraggio, al fine di verificare l'effettiva applicazione degli impegni assunti dalla famiglia dell'assistito. Pur con tutte le innovazioni che introducono, le nuove direttive si inseriscono in continuità d'azione con la politica assistenziale portata avanti da anni dal Comune.
Come ogni estate la Società della Salute propone un'iniziativa di sorveglianza attiva, messa a disposizione degli anziani grazie alla collaborazione tra i Comuni, l'Asl e le associazioni di volontariato: chi ha più di settantacinque anni e vive da solo può richiedere al proprio medico di famiglia l'attivazione di una rete di assistenza sia telefonica che domiciliare, e usufruire di altri servizi gratuiti messi a disposizione dalle associazioni di volontariato.
Entrato in vigore dal 1º luglio, il nuovo regolamento configura per la prima volta una normativa unica per tutti i comuni dell'area pratese, e si pone come una misura finalizzata a promuovere la domiciliarietà delle cure agli anziani e l'emersione dalla condizione di irregolarità del rapporto di lavoro dell'assistente familiare.
In particolare, l'Assegno di Cura sostiene quei nuclei che si avvalgono delle cosiddette badanti o che si assumono in proprio il carico assistenziale, attraverso la figura del "care giver". Le nuove direttive sanciscono la stesura entro un mese, da parte dell' Unità di Valutazione Multifunzionale, di una graduatoria di gravità che tenga in considerazione non soltanto le condizioni sanitarie dei soggetti, ma anche il loro contesto familiare e la presenza o meno di patologie concomitanti all'interno di quest'ultimo.
In linea con una politica di trasparenza, chi presenterà richiesta per avvalersi di questo contributo potrà controllare in ogni momento la propria posizione in graduatoria sul sito della Società della Salute. L'importo dell'assegno di cura sarà determinato in base al livello di isogravità individuato dall' Unità di valutazione, alla condizione economica del destinatario e alla tipologia di assistenza prescelta (badante o care giver). La cifra potrà variare da un minimo di 80 a un massimo di 500 euro, e si aggiungerà, senza sostituirli, agli eventuali ulteriori contributi già a disposizione del soggetto. La richiesta di valutazione potrà essere presentata presso il Punto Insieme di residenza dalla persona in condizione di bisogno, ma anche tramite segnalazione di parenti, del medico di famiglia o di altri operatori socio-sanitari.
Vengono definite inoltre, per la prima volta, le esatte finalità dell'erogazione dell'assegno, ovvero le precise mansioni che l'assistente dovrà svolgere quotidianamente, prevede periodici controlli domiciliari a campione e azioni di monitoraggio, al fine di verificare l'effettiva applicazione degli impegni assunti dalla famiglia dell'assistito. Pur con tutte le innovazioni che introducono, le nuove direttive si inseriscono in continuità d'azione con la politica assistenziale portata avanti da anni dal Comune.
Come ogni estate la Società della Salute propone un'iniziativa di sorveglianza attiva, messa a disposizione degli anziani grazie alla collaborazione tra i Comuni, l'Asl e le associazioni di volontariato: chi ha più di settantacinque anni e vive da solo può richiedere al proprio medico di famiglia l'attivazione di una rete di assistenza sia telefonica che domiciliare, e usufruire di altri servizi gratuiti messi a disposizione dalle associazioni di volontariato.
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