Il Tirreno

Prato

Dalla Regione due milioni per il Creaf

Ammessi al finanziamento anche due laboratori per Pin e Buzzi

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 PRATO. Tre su cinque. E' il numero di progetti d'interesse d'area metropolitana, promossi dal bando della Regione e ammessi al finanziamento. Un bando che ha come obiettivo specifico lo sviluppo tecnologico e che ha messo a disposizione per tutta la Toscana 20 milioni di euro. La parte del leone l'hanno fatta Prato, in pole per ricevere 2milioni 400 mila euro, e Pisa alla quale ne spetteranno altri due. «E' la dimostrazione - commenta soddisfatto il presidente della Provincia Lamberto Gestri - che impegnandosi il risultato alla fine si porta a casa. Il nuovo finanziamento è importante anche perchè dimostra l'attenzione della Regione verso Prato e verso il Creaf». Sì, perchè, più o meno due milioni di euro - forse qualche spicciolo in meno - dei 2,4 andranno al centro di ricerca di via Galcianese per l'acquisto di attrezzature e arredi: «Così - continua Gestri - da renderlo funzionante». Complessivamente per la strumentazione occorrerano almeno 3 milioni e mezzo, resta quindi da reperire un altro milione e mezzo. Il secondo progetto ammesso al finanziamento per 278.000 euro - ne occorreranno 470.000 - è quello per la realizzazione del laboratorio di analisi conto terzi per pellami e calzature (150 metri quadrati) del Buzzi. «Una struttura - commenta il presidente - che garantirà commesse su scala nazionale». Infine altri 200.000 euro andranno al Pin per la realizzazione di un nuovo laboratorio nel centro di salvaguardia ambientale (costo 330.000 euro complessivi) finalizzato all'attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale per il trattamento, in particolare, di acque e rifiuti.  Il finanziamento è condizionato alla stipula di un nuovo patto tra le Provincie di Firenze, Prato e Pistoia, da siglare entro il 30 ottobre, e alla successiva approvazione della Regione. «Ma direi - è l'opinione di Gestri - che il più è fatto».  Per ciò che riguarda il destino del Creaf nulla è stato ancora definito. Il finanziamento servirà per creare laboratori, incubatori, sale prova, auditorium, spazi a servizio dei visitatori, ma le finalità sono ancora da individuare. «Non è assolutamente detto - aggiunge Gestri - che lo spazio venga destinato al centro di ricerca italo-cinese che potrebbe essere accolto anche in una delle tante strutture industriali dismesse della città. Ma sarà - dice - una decisione che dovrà essere condivisa con tutta la città». Incerti, soprattutto, gli obiettivi di parte cinese: il presidente della regione Enrico Rossi ha firmato un protocollo d'intesa a Pechino una decina di giorni fa per la creazione del centro di ricerca nel quale però non sono precisati gli obiettivi. «Che saranno - continua Gesti - da definire quando una delegazione cinese, il prossimo novembre, arriverà in Toscana appunto per perfezionare l'accordo». Si sa invece che 10 milioni di euro - come prima tranche di 20 - li metterà immediatamente il governo di Pechino. Una delle questioni aperte e tra le più delicate riguarda «chi e come - conclude Gestri - sfrutterà il risultato delle ricerche». C.O.

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