La manifestazione
I dati sulla congiuntura certificano la ripresa. I punti deboli: materie prime e assunzioni
Tornano ordini e ottimismo
Maria Lardara
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Sopra, unazienda tessile Imprenditori mai così fiduciosi dal 2001, impianti saturi
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PRATO. Vero che negli ultimi dieci anni se n'è persa per strada una buona fetta. Ed è anche vero che in tutto questo tempo il distretto ha cambiato pelle. Ma nelle aziende si rivedono finalmente gli ordini, i macchinari girano e un timido sorriso sboccia sulle labbra degli imprenditori. Dopo ben 10 anni, ottimismo è una parola che torna a essere contemplata nel campione di 322 intervistati a maggio scorso per la consueta indagine congiunturale curata dall'ufficio studi di Camera di commercio e Unione industriali. Il saldo fra la percentuale di "ottimisti" e "pessimisti" relativo all'aprile 2011 si riporta su trend positivi (+27%), gli stessi dell'aprile 2001. «Siamo tornati ai livelli del 2001 ma in un distretto con il 50% di imprese tessili in meno», fa notare Enrico Mongatti dell'area studi dell'Unione. Impianti quasi saturi. Nel tessile si viaggia a ritmi accelerati. Nel secondo semestre 2010 la capacità di utilizzo torna a superare la soglia del 70%: non succedeva dal 2007. Quale ripresa? Gli addetti ai lavoratori lo chiamano "effetto rimbalzo". Indubbiamente, un toccasana per il tessile. La corsa al ristoccaggio nei magazzini tessili per smaltire gli ordini della grande distribuzione, dicono gli esperti di Cciaa e Uip, ha fatto da traino alla ripresa nel 2010. Motivo in più per leggere come strutturale questa fase di recupero. Se per quasi il 49,7% degli imprenditori le aspettative del 2011 sono migliori se paragonate al 2010, la forbice si allarga fra committenti industriali e terzisti artigiani sulla natura della ripresa. Per il 90,4% dei terzisti non si vede ripresa, mentre per il 40% dei committenti questa ha carattere congiunturale. Ordini più piccoli. Sotto la lente d'ingrandimento gli ordini, per scoprire che si stanno riposizionando. Da 1 a 5, ottiene il punteggio più alto la risposta data dagli imprenditori secondo cui conta di più la ricerca di un maggior livello da parte della clientela. Che tiene un occhio di riguardo per piccole quantità e i tempi di produzione e consegna. Sos materie prime. Con il cotone che è volato a +99,4% negli ultimi 12 mesi e le fibre hanno segnato +72,4%, ci sono poche speranze. Il 47,3% degli operatori per i prossimi mesi vede incertezza sul versante rincari di materie prime. Pronostici ok. La pressione dei costi sulla materia per lavorare incide sulla redditività. Per questo gli operatori non si sbilanciano e il 53,8% di loro prevede di chiudere il primo semestre 2011 con margini di stabilità (il 48,3% vedrà stabilizzare gli ordini). Nota positiva: per quasi il 53% dei committenti e il 43% dei terzisti il fatturato dichiarato nel 2010 risulta superiore a quello del 2009. Salgono i consumi... Acqua, energia e gas: il picco si è toccato con il gas nel primo trimestre 2011: +10% di consumo rispetto al +7,9% del 2010. Aumentano anche le ore lavorate ma i livelli tendono a stabilizzarsi da marzo in poi. «Fenomeno quasi fisiologico», secondo il responsabile studi della Ccia Dario Caserta, dopo il clima di euforia d'inizio anno. La ripresa sembra tirare il freno nel secondo semestre 2011. ...e l'export. Fibre e filati pratesi viaggiano nel mondo. L'export è aumentato del 26,5% nel primo trimestre 2011 rispetto allo stesso periodo del 2010 (tutto l'export provinciale è aumentato quasi del 10%). Occupazione stabile. Svolta storica: si porta sopra lo zero il saldo tra le previsioni di taglio e aumento degli organici (-38% quello più basso toccato nell'aprile 2009). Il livello occupazionale si mantiene su una soglia di stabilità tra 80 e 90%. Ma poche assunzioni. Per il 2011 solo il 18,5% dei committenti ha manifestato la volontà di chiamare altri lavoratori. Di assumere non se ne parla, né di fare ricorso a straordinari per il 90% dei terzisti. Artigiani, meglio il 2011. Si volta pagina per il 48,8% dei terzisti intervistati: le aspettative relative al primo semestre 2011, sono sempre migliori del 2010. La redditività è il tallone d'Achille degli artigiani: su questo punto solo il 3,8% dà un parere positivo circa la chiusura del secondo semestre 2010.
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