Toscana
Il presidente della Camera di commercio
Longo: lavoriamo molto e non si guadagna, abbiamo fatto ricco qualcun altro?
Ma.La.
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PRATO. Si lavora anche 12 ore al giorno ma non si portano soldi a casa. E' quello che sta succedendo nell'ultimo periodo ai terzisti tessili pratesi che lamentano una redditività sempre più magra. «Siamo stati bravi a prendere ordini ma non riusciamo a guadagnare. Forse abbiamo guadagnato per fare ricco qualcun altro?», s'interroga il presidente della Camera di commercio Carlo Longo. Che si mostra preoccupato anche per il lievitare dei costi delle materie prime: «E' un fenomeno che ha origini speculative. Forse noi imprenditori dovremmo imparare a fare finanza e non dedicarsi solo al manifatturiero». Intanto l'occupazione collegata alla ripresa è ancora lontana. «E' solo riacquistando fiducia che si può tornare ad assumere e investire - spiega il vicepresidente di Confartigianato, Moreno Vignolini - D'altro canto, il ricorso a personale a termine per fronteggiare i picchi produttivi non si risolve spesso in una scelta giusta: servono nel nostro settore (Vignolini ha una ritorcitura, ndr) profili specializzati». Che la redditività, del resto, lasci a desiderare lo ribadisce anche Roberto Fabbri, presidente provinciale Cna Federmoda: «Le nostre aziende lavorano e non guadagnano trascinandosi dietro i problemi del passato. Manca ricambio generazionale: i nostri figli non vedono il guadagno dei padri e si volgono altrove». Concetti già sentiti, ma che sono sempre più attuali per spiegare la congiuntura del distretto tessile pratese.
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