Il Tirreno

Prato

E ora il distretto si scopre debole

Ma.La.
Vincenzo Cangioli vice presidente dell’Unione industriale
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Vincenzo Cangioli vice presidente dell’Unione industriale

Cangioli: «Capacità produttiva scarsa per dare risposte al mercato»

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 PRATO. Si fa presto a chiamarla ripresa con la "R" maiuscola. Certo che la filiera tessile nell'ultimo anno ha viaggiato su ritmi così accelerati che qualcuno si fa venire un sospetto.  E' il caso del vicepresidente dell'Unione industriale, Vincenzo Cangioli, che si domanda quanto sia sufficiente «la capacità produttiva del distretto a coprire ciò che il mercato richiede per Prato».  Anche perché l'inversione di tendenze che traspare dai dati congiunturali sembra più legata a un effetto rimbalzo. «Nel 2010 abbiamo avuto una accelerazione sugli ordini - spiega Cangioli - perché la catena distributiva doveva rifare gli stock nei magazzini. Oltre a produrre i volumi normali, dovevamo anche rispondere anche a questa domanda della filiera a valle. Le filature cardate, quelle poche rimaste che lavorano per il distretto, si sono subito intasate con una strozzatura a monte dei primi anelli della filiera - prosegue il vice presidente dell'Unione - Viene spontaneo chiedersi quanto si sia ancora in grado di rispondere alla domanda del mercato».  Il maggior cruccio di Cangioli si chiama rincaro di materie prime. Per assurdo, se continueranno ad aumentare potrebbero giovare al distretto. L'importante è che l'incremento sia costante nel tempo e non a picchi alterni. C'è una voce dei costi sostenuta dalle aziende che comprende il cosiddetto "valore aggiunto" (spese per il personale, consumi energetici, ecc..).  «In termini percentuali - sottolinea Cangioli - un aumento costante dei costi delle materie prime riuscirebbe a renderci concorrenziali perché tornerebbe a favore del valore aggiunto che costerebbe così meno».

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