Il Tirreno

Prato

Consiag ribatte al Comune

Paolo Abati
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Paolo Abati

Guerra aperta dopo la spaccatura. Giovedì consiglio straordinario

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PRATO. Non è vero che informazioni e carte sul bilancio Consiag non siano stati dati al Comune di Prato. Non è vero che il sindaco Cenni fosse all'oscuro dei beni conferiti in Estra. Non è vero che Consiag abbia fatto pochi utili nel 2010. Risposte precise quelle di Consiag che in un lungo comunicato ribatte alle accuse mosse dal Comune alla società e che hanno portato, il 4 luglio scorso, alla mancata approvazione del bilancio consuntivo da parte del socio di maggioranza e all'apertura di una fase di guerra aperta. E quesa volta parla anche Paolo Abati, presidente Consiag, direttore Estra. Di polemiche, Abati, non ne fa. «Con il processo di aggregazione di Consiag in Estra - scrive - l'azienda ha inteso operare una crescita, rafforzando sia i principi che hanno ispirato la nascita di Consiag sia la sua capacità di stare sul mercato». «Perché - aggiunge - l'obiettivo finale è quello di avere un'azienda toscana importante, quotata in Borsa e capace di farsi rispettare dai colossi nazionali. Noi abbiamo la testa rivolta in avanti. Clienti, soci, territori di riferimento, sostenibilità: sono questi i nostri valori». Punto e basta. Le risposte "tono su tono" sono delegate allo staff tecnico. Che non le lesina probabilmente anche in vista del consiglio comunale straordinario comvocato giovedì per affrontare la spinosa vicenda Consiag-Estra. «Se il consiglio comunale non ha mai discusso l'operazione di aggregazione - spiega Consiag - non è perché il Comune non era in grado di conoscere i dettagli dell'operazione». Perchè il Comune ha partecipato con suoi rappresentanti a tutte le assembleee, almeno sei, approvando bilanci e all'unanimità la pianificazione aziendale 2010-2012 con il passaggio in Estra compreso. «E' difficile - scrivono - oggi parlare di "carenze informative"».  Affidamenti illegittimi e prezzi eccessivi. Sono le altre accuse mosse a Consiag. Che così risponde: «I prezzi sono stati determinati a seguito di un'istruttoria svolta dagli uffici tecnici comunali». Sul fronte legittimità invece: «Si prende atto che con deliberazione di giunta a ConsiagServizi è stato affidato, per 5 anni, il servizio di gestione manutentiva e call center del sistema informatico comunale. Inoltre, sempre il Comune, ha richiesto a ConsiagServizi di prorogare la durata del contratto in essere per la gestione della pubblica illuminazione, fino a dicembre. E' incomprensibile affermare da una parte che gli affidamenti sarebbero illegittimi e i prezzi non congrui, mentre dall'altra parte si perfezionano nuovi atti di affidamento».  Il nodo "gara". La sintensi è chiara: secondo Consiag il Comune ha bandito la gara «per fare cassa» ma altra cosa «è garantire un servizio, efficiente e sicuro». Ecco il perchè: «Il Comune ha bandito una gara che impone al soggetto vincitore di versare una cospicua somma a favore del Comune (12-18 milioni ndr), ma il pagamento della somma influirà sulla qualità e sui costi del servizio. I costi di questa operazione saranno riversati sul cittadino, chiunque sia il vincitore della gara».  Due reti o una?. Il Comune l'ha detto chiaro: nessuna duplicazione di reti in caso di vittoria di altro operatore. Consiag non è d'accordo. «Si omette di specificare che sarà necessario realizzare nuove infrastrutture, perché il servizio svolto per Prato avviene utilizzando anche infrastrutture poste sul territorio degli altri Comuni e viceversa. Altri costi che, inevitabilmente, ricadranno sul cittadino».  Dividendi mancati. Consiag non ha versato al Comune 3 milioni 210mila euro di dividendi relativi agli anni dal 2006 al 2009. «Va tenuto conto - scrivono - che le società del gruppo Consiag vantano verso il Comne credito per oltre 5 milioni per prestazioni già erogate».  La sentenza. Domani il Tar della Toscana deciderà sulla richiesta di sospensiva della gara presentata da Consiag.

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