Gioco
Per solidarietà a uno degli arrestati per i danneggiamenti alla sede del Pdl
Manifestazione degli anarchici al carcere della Dogaia
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PRATO. Un centinaio di anarchici di Firenze e Milano ieri hanno manifestato davanti al carcere della Dogaia dove si trova agli arresti Valerio Ferrandi, figlio dell'ex terrorista di Prima Linea Mario, accusato di aver preso parte ai danneggiamenti della sede del Pdl di Firenze durante un corteo.
Ferrandi junior, 26 anni, è uno dei leader dei gruppi anarchici milanesi ed era a Firenze il 21 maggio scorso per protestare contro gli arresti avvenuti nel capoluogo toscano e effettuati dalla polizia nei confronti di simpatizzanti del gruppo di anarchici fiorentino "Spazio liberato 400 colpi".
Durante il corteo a cui prese parte il giovane milanese che ora si trova nel carcere della Dogaia fu danneggiata la sede toscana del Pdl con il lancio di pietre e con dei fumogeni gettati all'interno con lo scopo, secondo gli investigatori, di provocare un incendio. I reati contestati dalla polizia a Ferrandi e a un altro gruppo di giovani anarchici sono attentato ai diritti politici dei cittadini e danneggiamento.
Com'era già accaduto nelle scorse settimane davanti a San Vittore a Milano, il primo carcere dove Ferrandi fu portato, anche a Prato - dove il ventiseienne si trova da una decina di giorni, è stata organizzata una manifestazione per far sentire la vicinanza al loro leader che al momento dell'arresto era già sottoposto a sorveglianza speciale. Ad incastrarlo è stato un video registrato dalla Digos.
La manifestazione pratese, dove non sono stati registrati scontri, è cominciata intorno alle 18 di sabato e si è conclusa a mezzanotte. I manifestanti hanno cantato, suonato, urlato slogan e parlato a distanza con i carcerati rinchiusi nella Dogaia che vedevano cosa stava accadendo dalle finestre.
Ferrandi è finito al centro delle indagini insieme ad altri sei arrestati ma è l'unico finito in carcere, gli altri sono ai domiciliari mentre un altro numero consistente di giovani è stato sottoposto all'obbligo di firma. Ferrandi, per cui le porte del carcere si erano già aperte nel 2009 a seguito di una rapina in una libreria, è il figlio dell'uomo che sparò e uccise nel 1977 il vicebrigadiere Antonino Custra prima di dissociarsi, pentirsi e poi incontrare la figlia della vittima.
Ferrandi junior, 26 anni, è uno dei leader dei gruppi anarchici milanesi ed era a Firenze il 21 maggio scorso per protestare contro gli arresti avvenuti nel capoluogo toscano e effettuati dalla polizia nei confronti di simpatizzanti del gruppo di anarchici fiorentino "Spazio liberato 400 colpi".
Durante il corteo a cui prese parte il giovane milanese che ora si trova nel carcere della Dogaia fu danneggiata la sede toscana del Pdl con il lancio di pietre e con dei fumogeni gettati all'interno con lo scopo, secondo gli investigatori, di provocare un incendio. I reati contestati dalla polizia a Ferrandi e a un altro gruppo di giovani anarchici sono attentato ai diritti politici dei cittadini e danneggiamento.
Com'era già accaduto nelle scorse settimane davanti a San Vittore a Milano, il primo carcere dove Ferrandi fu portato, anche a Prato - dove il ventiseienne si trova da una decina di giorni, è stata organizzata una manifestazione per far sentire la vicinanza al loro leader che al momento dell'arresto era già sottoposto a sorveglianza speciale. Ad incastrarlo è stato un video registrato dalla Digos.
La manifestazione pratese, dove non sono stati registrati scontri, è cominciata intorno alle 18 di sabato e si è conclusa a mezzanotte. I manifestanti hanno cantato, suonato, urlato slogan e parlato a distanza con i carcerati rinchiusi nella Dogaia che vedevano cosa stava accadendo dalle finestre.
Ferrandi è finito al centro delle indagini insieme ad altri sei arrestati ma è l'unico finito in carcere, gli altri sono ai domiciliari mentre un altro numero consistente di giovani è stato sottoposto all'obbligo di firma. Ferrandi, per cui le porte del carcere si erano già aperte nel 2009 a seguito di una rapina in una libreria, è il figlio dell'uomo che sparò e uccise nel 1977 il vicebrigadiere Antonino Custra prima di dissociarsi, pentirsi e poi incontrare la figlia della vittima.
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