Attenzione
Progetto rimpatri volontari
Carlandrea Poli
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A sinistra il vescovo Simoni sotto Mencattini a destra SilliPresentato dall'assessore Silli al convegno Udc sull'integrazione
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PRATO. I toni sono più miti, ma fra Comune e Provincia resta un mare a dividere le idee di integrazione della comunità cinese. Nel frattempo, l'assessore Giorgio Silli pensa ad un indice che misuri i progressi fatti nell'inserimento degli immigrati. Si tratta di una ricerca da condurre in collaborazione con un'università italiana - identità ancora top secret - che dovrebbe valorizzare i miglioramenti conseguiti dopo due anni di giunta Cenni. «Sono certo che attraverso i sondaggi misureremo la riduzione della distanza fra chi è arrivato dalla Cina e chi è autoctono di Prato». Ma se con un filo Silli pensa a stringere un laccio più forte fra i due popoli dall'altra pensa a misure per alleggerire il numero degli extracomunitari. In questo senso, nel corso della tavola rotonda sull'immigrazione convocata dall'Udc, comunica l'adesione ad un progetto dell'Organizzazione mondiale per assistere economicamente i rimpatri volontari di chi - privo di risorse - abbia intenzione di riprendere il cammino verso il paese d'origine. La proverbiale mitezza dei centristi contagia un po' tutti. Il sindaco e il presidente della Provincia tornano a parlarsi. Silli e la sua collega, Loredana Ferrara scherzano dopo settimane di gelo per la questione profughi. Ma, a ben vedere, solo i toni si sono addolciti. Lamberto Gestri continua ad insistere su un grande accordo per tirare i cinesi dentro al distretto legale. Roberto Cenni pone l'accento sull'eccessiva presenza di extracomunitari a Prato. Un film già visto, che non risparmia una contrapposizione più silenziosa, ma pur sempre foriera di conseguenze negative. La collaborazione istituzionale si incrina non appena i due massimi attori della scena politica pratese incrociano le loro tesi. «Non è sufficiente affidarsi all'imposizione della legge per risolvere ogni difficoltà con i cinesi. Io propendo per una formula di dialogo con questo mondo. Edoardo Nesi dice bene nel ricordare che noi tutti parliamo di cinesi, ma mai parliamo coi cinesi - tuona il presidente della Provincia - Bisogna elaborare un percorso, una road map da stilare sotto forma di patto fra le istituzioni locali e i rappresentanti della comunità. Serve coraggio per proporre un programma d'uscita dall'illegalità». Il sindaco, però, smorza ogni entusiasmo: «È chiaro, non si deve alzare bandiera bianca ma avere il 25% di extracomunitari sul totale della popolazione non può che preoccupare. Diventa impossibile integrare se ciascun cittadino autoctono si sente chiamato a rispettare ogni regola fino alla vessazione, mentre dall'altra parta non c'è il minimo rispetto della legalità».
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