Italia
Spunta la "parentopoli" verde
Carlandrea Poli
Colpi bassi nella guerra fratricida all'interno della Lega Nord
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PRATO. Chi di parentopoli ferisce di parentopoli perisce. Rischia di applicarsi a casa Lega Nord l'adattamento del vecchio adagio sulla fisiognomica di Umberto Eco. I fatti stanno in questi termini. Il Carroccio pratese è talmente dilaniato al suo interno da trasformare la normale dialettica di partito in una lotta di potere strettamente personale, nella quale non si risparmiano i colpi bassi. Gli avversari del segretario regionale Claudio Morganti stanno mettendo nel mirino il suo plenipotenziario, Leonardo Soldi dopo il fallito blitz per spodestare Emilio Paradiso da capogruppo in consiglio comunale.
Così, emerge che pure nella cerchia di Soldi - grande castigatore delle assunzioni di figli e nipoti nelle società partecipate - è nel frattempo cresciuto un caso degno di Parentopoli. Il segretario comunale avrebbe beneficato uno dei membri del suo direttivo, Paolo Cappellini favorendo nel maggio dell'anno scorso la nomina del figlio Francesco nel collegio dei sindaci revisori di Asm - appena due giorni dopo aver vinto contro Paradiso il congresso di partito - e, più recentemente, del cognato Marco Novellini nel consiglio d'amministrazione di Gida. Per l'asse Paradiso-Tosoni è stato beffardo il destino. All'attuale capogruppo toccò il pubblico ludibrio dei suoi elettori per aver cercato di imporre la moglie Genni Gori nel cda di Epp. Adesso, è scoccata l'ora della rivincita. Molto personale, ma questa è la sostanza della Lega Nord a Prato. Il contraccolpo immediato, secondo chi si intende di dinamiche padane, è lo scotto per Leonardo Soldi, il quale cercando di silurare Paradiso ha gettato alle ortiche le chance di mettere le mani sulla segreteria provinciale nel congresso di settembre. Lui si schernisce e respinge ogni addebito di congiura: «È stato il direttivo comunale a chiedere la testa di Paradiso, io sulla mozione per sostituire il capogruppo mi sono astenuto».
Ma aver fatto nulla per fermare le polemiche sui giornali potrebbe costargli caro di fronte ai vertici del partito. È protetto da Morganti, ma il legato federale Giacomo Stucchi - quello che oggi come oggi ha potere nella Lega Toscana - vuole un chiarimento in tempi brevi. Stasera o, al massimo, lunedì terrà nella sede regionale dell'Osmannoro una riunione per accertare responsabilità. E, secondo i più agguerriti, anche per applicare sanzioni a chi ha sgarrato. La resa dei conti sta per cominciare.
Così, emerge che pure nella cerchia di Soldi - grande castigatore delle assunzioni di figli e nipoti nelle società partecipate - è nel frattempo cresciuto un caso degno di Parentopoli. Il segretario comunale avrebbe beneficato uno dei membri del suo direttivo, Paolo Cappellini favorendo nel maggio dell'anno scorso la nomina del figlio Francesco nel collegio dei sindaci revisori di Asm - appena due giorni dopo aver vinto contro Paradiso il congresso di partito - e, più recentemente, del cognato Marco Novellini nel consiglio d'amministrazione di Gida. Per l'asse Paradiso-Tosoni è stato beffardo il destino. All'attuale capogruppo toccò il pubblico ludibrio dei suoi elettori per aver cercato di imporre la moglie Genni Gori nel cda di Epp. Adesso, è scoccata l'ora della rivincita. Molto personale, ma questa è la sostanza della Lega Nord a Prato. Il contraccolpo immediato, secondo chi si intende di dinamiche padane, è lo scotto per Leonardo Soldi, il quale cercando di silurare Paradiso ha gettato alle ortiche le chance di mettere le mani sulla segreteria provinciale nel congresso di settembre. Lui si schernisce e respinge ogni addebito di congiura: «È stato il direttivo comunale a chiedere la testa di Paradiso, io sulla mozione per sostituire il capogruppo mi sono astenuto».
Ma aver fatto nulla per fermare le polemiche sui giornali potrebbe costargli caro di fronte ai vertici del partito. È protetto da Morganti, ma il legato federale Giacomo Stucchi - quello che oggi come oggi ha potere nella Lega Toscana - vuole un chiarimento in tempi brevi. Stasera o, al massimo, lunedì terrà nella sede regionale dell'Osmannoro una riunione per accertare responsabilità. E, secondo i più agguerriti, anche per applicare sanzioni a chi ha sgarrato. La resa dei conti sta per cominciare.
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