Il dolore
Rumeno, 29 anni: «Me lhanno rubata e non me ne sono accorto». Accertamenti sul cellulare
Pirata, la verità dai tabulati
Paolo Nencioni
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Il luogo dellincidente allincrocio tra via Matteotti e via Machiavelli Il proprietario dell'auto nega di essere stato al volante
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PRATO. Nessuno si prende la colpa, ma qualcuno alla fine pagherà per l'incidente che rischia di costare la vita a un ragazzo di 19 anni, Edoardo Mattei, ancora in coma all'ospedale di Careggi dopo essere stato travolto in scooter da un'auto pirata, nella notte tra martedì e mercoledì. Tra gli investigatori c'è un cauto ottimismo, sorretto da alcuni elementi concreti. Il dato di partenza è che c'è un nome, quello di un rumeno di 29 anni, titolare di un'impresa edile. E' lui il padrone dell'Audi A6 trovata all'alba di mercoledì in via Vittorino da Feltre, una stradina senza sfondo in Giolica, a poche centinaia di metri dal luogo dell'incidente, la rotonda tra via Machiavelli e via Matteotti. E' facile immaginare come ci sia arrivata: in base alla dinamica ricostruita dai vigili urbani, la berlina veniva dalla Stazione, ha travolto lo scooter di Edoardo, proveniente da via Matteotti in direzione centro, e ha proseguito fino a via Gobetti, ha imboccato via Sem Benelli, ha svoltato in via Diaz, poi via Sant'Anna e si è fermata nella stradina senza sfondo. «Io non c'entro». Il padrone rumeno dell'Audi è caduto dalle nuvole, mercoledì mattina, quando i vigili urbani sono andati a cercarlo. Dice che lui martedì notte era a letto e non sapeva nemmeno che gli avessero preso la macchina. Amici e familiari confermano la sua versione, ma questo lascia il tempo che trova, visti i legami. La mancata denuncia. A sfavore della tesi del giovane rumeno giocano un paio di fattori. Il primo è che lo hanno rintracciato verso le 12 e a quell'ora non risulta presentata alcuna denuncia di furto, né orale né scritta. Lui dice che non si era accorto della sparizione dell'auto perché è andato al lavoro con un altro mezzo e aveva parcheggiato l'Audi in un punto in cui non si vedeva dalla sua casa. L'altro elemento sono le chiavi della macchina. La polizia municipale ha accertato che chi l'ha usata martedì notte lo ha fatto con le chiavi. Anche su questo il proprietario ha dato una spiegazione che è al vaglio degli inquirenti. Dice che le chiavi gli sarebbero state rubate il giorno prima e la macchina la notte dell'incidente. Mah. I tabulati. Ma quello che potrebbe tagliare la testa al toro sono i tabulati telefonici. Nell'ipotesi che il proprietario dell'Audi fosse anche il conducente, se si è portato dietro il telefono cellulare martedì notte, potrebbe aver lasciato tracce di chiamate non compatibili sulla sua versione, e soprattutto il telefonino potrebbe aver agganciato delle celle che non corrispondono al proprio letto. Per questo gli inquirenti, coordinati dal sostituto procuratore Ledda, sono moderatamente ottimisti sulla possibilità di fare chiarezza, quantomeno sul fatto se il rumeno fosse o non fosse alla guida. I testimoni. Ce ne sono, ma non sono particolarmente utili. Gli amici di Edoardo avrebbero visto l'impatto con l'Audi, che ha anche perso la targa nello scontro, ma non sono in grado di dire chi fosse al volante dell'auto e tantomeno di chiarire quante persone ci fossero in macchina. Sembra esclusa, intanto, l'ipotesi che l'Audi sia stata usata per la spaccata ai danni di un negozio di abbigliamento, martedì notte in Largo Carducci, in base alle immagini delle telecamere di videosorveglianza. Altre immagini sono state visionate dalla polizia municipale sulla zona della Pietà e anche queste potrebbero dare qualche risultato. Intanto l'Audi A6 è stata "sigillata" dai vigili urbani e sul volante verranno rilevate le impronte digitali. Qualunque sia il risultato, però, non sarà decisivo, perché ci sarebbe sempre la possibilità che gli eventuali ladri avessero usato i guanti.
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