Gioco
Il ragazzo è in coma: «Siamo nelle mani di Dio»
Parla il padre di Edoardo «La mia vita si è fermata quando l'ho visto sul lettino»
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PRATO. La prognosi è ancora riservata, Edoardo non si è svegliato dal coma in cui è piombato alle 3,20 di martedì notte e non può vedere i genitori al capezzale e le decine di amici che fanno la spola tra Prato e Firenze, dove il ragazzo è ricoverato nel reparto di Rianimazione di Careggi. Sono ore di ansia, dolore e rabbia quelle che trascorrono nell'attesa di una buona notizia. I medici hanno deciso di attendere l'evoluzione del quadro clinico, sperano di non dover intervenire, che l'ematoma cerabrale si riassorba da solo. Altrimenti saranno costretti a operare. «La mia vita si è fermata martedì notte quando ho visto Edoardo sul letto dell'ospedale a Prato - racconta in lacrime l'avvocato Giandomenico Mattei, padre del ragazzo - Pensavo fosse morto, poi mi hanno detto che respirava e la vita è ricominciata. Oggi è il mio secondo giorno di vita». Mattei non ha ancora avuto il tempo o la voglia di pensare a chi era alla guida dell'auto pirata. «Se penso a chi me l'ha ridotto così, dico che non è giusto...». Ma ora la priorità è un'altra. «Ho bisogno di un favore dal padreterno, siamo nelle mani del signore...». Da due giorni insieme ai parenti ci sono anche gli amici di Edoardo vicino al suo letto. Chi non c'è è vicino con la mente, perché il diciannovenne figlio dell'avvocato ha tanti amici in città. A decine sono passati da Careggi sperando in un miglioramento del loro amico. Edoardo Mattei aveva appena sostenuto l'ultima prova, quella orale, dell'esame di maturità quando il suo tragitto ha incrociato quello dell'auto pirata. P.N.
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