Il Tirreno

Prato

LETTERE E INTERVENTI

Armando Gattai
Rifiuti abbandonati in via Traversa del Crocifisso
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Rifiuti abbandonati in via Traversa del Crocifisso

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RIFIUTI Anche auto abbandonate in via Traversa Crocifisso  Ancora una volta sono a richiamare la vostra attenzione rigurado il degrado che ogni sera si consuma in via Traversa il Crocifisso all' altezza dei numeri civici 69/71. I cassonetti presenti sono sistematicamente presi di mira ogni sera da persone (prevalentemente cinesi) che fino alle 3-4 del mattino depositano interi furgoni di spazzatura. Spesso accade che oggetti particolarmente voluminosi vengano lasciati in terra nelle vicinanze, una volta alcune persone hanno abbandonato una macchina piena di scarti di ogni genere. Ovviamente queste sono situazioni casualmente scelte fra le tante che capitano. L'Asm mi informa che i controlli spettano alla polizia municipale mentre quest'ultima dichiara il contrario. Suugerirei alle persone (competenti) di Asm di aumentare ulteriormente i cassonetti, magari facciamo un centro di raccolta! Di certo queste situazioni quotidiane non sono affatto motivanti per un contribuente che ha sempre pagato la Tia. Sarebbe gradito poter avere un adeguato controllo serale - notturno oppure, ancor meglio, avviare la tanto acclamata raccolta differenziata porta a porta. In attesa di fatti e non parole, porgo i miei cordiali saluti. Lettera firmata CENTRO DI RICERCA/1 I tessuti moda non si toccano cautela anche sui tecnici  Il know-how di Prato vale molto più dei venti milioni di euro che il governo di Pechino sarebbe disposto a versare per il centro di ricerca italo-cinese, milioni che peraltro finirebbero nel pentolone del Creaf e verrebbero probabilmente utilizzati anche per rimettere in sesto il suo dissestato bilancio. Il Pdl si opporrà con fermezza a un'operazione del genere, a questa sorta di scatola cinese che conterrebbe al suo interno due carrozzoni uno più dannoso dell'altro. Il distretto tessile ha già subìto danni gravissimi dalla concorrenza sleale cinese e da un'economia illegale il cui modello vincente è stato e resta l'acquisto a basso costo di stoffe nel Paese di origine e lo sfruttamento del lavoro clandestino a Prato. Se Prato è riuscita a sopravvivere alla doppia crisi - di distretto e internazionale - è stato soprattutto grazie alla ricerca, all'eccellenza e alla creazione di prodotti innovativi. Prodotti che, in tutta evidenza, vanno rigorosamente tutelati e non regalati ai cinesi per gentile concessione del governatore Rossi. Se la Regione vuol andare avanti su questa strada, insomma, deve portare ben altre garanzie. Premesso che su tessuti e filati moda i cinesi hanno tutto da imparare da noi, l'accordo non dovrebbe toccare in alcun modo l'aspetto creativo-moda, e anche per i tessili tecnici ci vuole molta cautela. Ma soprattutto, tutto quanto creato dal nuovo centro di ricerca dovrebbe essere sfruttato solo e soltanto per le produzioni pratesi e per aumentare l'occupazione qui, e non in Cina. Ci dovrebbe essere inoltre un impegno certo alla graduale ma rapida emersione dall'illegalità. Su questo punto però, vista l'esperienza degli ultimi vent'anni, si apre solo un libro dei sogni. Riccardo Mazzoni coordinatore provinciale Pdl CENTRO DI RICERCA/2 Rossi si comporta come un despota  Fa piacere notare che il presidente Rossi faccia i salti di gioia perché, a suo dire, ci sarebbero pronti già 20 milioni disponibili da investire nel progetto di ricerca sino-pratese. Dispiace constatare però, che il presidente della Regione, che dovrebbe appunto essere il presidente di tutti e, quindi, anche dei pratesi, voglia svendere il know how pratese a chi ha contribuito a distruggere e ad affossare il mondo del tessile della nostra città. Dispiace constatare che il governatore si stia comportando su questo centro come un vero despota, degno dei suoi compagni cinesi. Chiediamo prima ai pratesi se vogliono un centro di ricerca cino-toscano a Prato. Mi auguro che il sindaco Roberto Cenni prenda le dovute distanze da questo progetto e non ne permetta la realizzazione. Matteo Santini capogruppo Lega Nord in Provincia CIMITERI Stangata cimitero quello comunale è il più caro  Il canone annuo del cimitero comunale è di euro 67,20, mentre quello del cimitero della Misericordia è di 54 (sempre per tre loculi) cioè meno il 30% del comunale. Non sarebbe più equo e sociale avere il canone comunale per lo meno uguale a quello della Misericordia? resse generale. Gilberto Vannucchi PROSTITUZIONE Poco etico pensare di "nascondere" il problema  Caro Aldo Milone, ti scrivo queste due righe, sicuro che apprezzerai la mia sincerità. La questione che tu hai sollevato sull'opportunità di riservare una zona della città alle professioniste del lavoro più antico del mondo, porta la discussione non solo sulla fattibilità della cosa ma anche sull'eticità della tua proposta. Molte di queste donne sono costrette con la violenza fisica a prostitursi: la tratta delle donne proveniente dall'est, dal continente africano o asiatico non è certo una mia invenzione. Il crimine da sempre fa della prostituzione un business che lo lega con altri devastanti fenomeni, non credo che pulire e mettere sotto il "tappeto" la questione sia un atto di progressione civile. Sarebbe un atto di civiltà attivarsi, come tante associazioni cattoliche e laiche fanno, nel far uscire da questa infernale vita, tante donne che non hanno liberamente scelto di farla. Credo che il rispetto verso chi abita nelle zone dove viene esercitata la prostituzione sia un dovere primario per chi ci amministra, il percorso per farlo non è (a mio parere) quello di spostare il problema, ma quello di cercare di risolverlo. Renzo Ponzecchi VIA DELLE FONTI Tanti problemi stradali ancora non risolti  Una nostra vecchia richiesta che come cittadini di via delle Fonti rivolgiamo all'amministrazione è la mancanza della famigerata bretella di collegamento tra via delle fonti e via E. Berlinguer, all'altezza della fabbrica Jersey mode. Una richiesta condivisa anche dalla commissione comiliare competente che l'anno scorso effettutò un sopralluogo assieme a una nostra delegazione. La bretella che noi reclamiamo era prevista dallo sviluppo del territorio, fin da quando ho comprato casa, cioè nel 1991, ma fin'ora non è stata fatta. Credevo ci fosse un tacito consenso con il passato governo di centrosinistra, ma vedo che anche quello attuale siamo ad un "niente di fatto".  Altro problema evidenziato è stato la mancanza delle strisce pedonali e relativo dosso per far rallentare le auto e per lo più i camion che sfrecciano a velocità folle per l'abitato. Anche su questo abbiamo fatto una raccolta di firme. Spero con questa nuova comunicazione di riproporre alla vostra attenzione tutte le problematiche della via e attendo fiducioso una risoluzione.

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